Rispetto al 2025, quest'anno sarà caratterizzato da una crescita generalizzata dei prezzi: dalle autostrade alle sigarette fino all'Rc Auto
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Le tariffe telefoniche potrebbero crescere di 60 euro a utenza nel prossimo anno. Lo ha annunciato il Codacons, secondo cui i rincari coinvolgeranno sia i piani per la rete fissa che gli abbonamenti per smartphone. A pesare sulle tasche degli italiani, oltre a un leggero adeguamento all'inflazione, sarà la fine della "guerra dei prezzi" tra diversi operatori, che negli scorsi mesi aveva contribuito ad abbassare notevolmente i prezzi a parità di offerta.
La stagione delle tariffe stracciate sembra già essere arrivata al suo termine. A partire da gennaio, tutti i principali operatori telefonici hanno già fatto scattare una serie di ritocchi verso l'alto sulle principali offerte, sia mobili che fisse. Ma si tratta solo di uno dei numerosi rincari che costringeranno gli italiani a esborsi sempre maggiori rispetto alle ultime annate. Primi tra tutti i pedaggi autostradali, le cui tariffe sono state adeguate del +1,5% dopo la sentenza della Consulta che ha impedito al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di congelare i pedaggi al 2025.
In ambito automobilistico, crescita anche per le accise sul gasolio e per l'Rc Auto, dato l'incremento dell'aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate. Ma non è finita qui. Il prezzo salirà anche per le sigarette, fino a 15 centesimi in più a pacchetto, e sui pacchi postali, per merito della tassa da 2 euro che colpirà tutte le spedizioni sotto il valore di 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. Aumenti che si innestano su un'inflazione che, secondo i dati preliminari dell'Istat, nel 2025 è salita dell'1,5% (contro il +1% del 2024).
Secondo una stima diffusa di recente dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i rincari per il 2026 raggiungeranno quota 672,60 euro annui in più a famiglia. "Una cifra notevole nonostante le riduzioni previste nel settore dell'energia", è il commento dell'associazione. E proprio il tema della telefonia dovrebbe essere uno dei maggiori fattori: "Avrà un impatto enorme, anche se di piccolo importo", ha spiegato Assium, l'associazione italiana degli Utility Manager secondo cui ogni anno la spesa delle famiglie italiane per i servizi telefonici di linea fissa e mobile si attesta a 22,6 miliardi di euro. In caso di modifiche unilaterali delle condizioni tariffarie, ricorda Assium, i consumatori "possano sempre recedere gratuitamente dai contratti sottoscritti, senza alcuna penale né costi di disattivazione dei servizi, e passare ad altro operatore. Una operazione non certo semplice, considerato che il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è facile districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali molto differenti".