Pensioni, come cambiano i requisiti in seguito alla legge di bilancio 2026
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Il rischio in base all'adeguamento automatico dell'aspettativa di vita. Nel Rapporto precedente erano stimati solo due mesi aggiuntivi
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A partire dal 2029 potrebbero essere necessari tre mesi in più per andare in pensione e l'età salirebbe a 67 anni e 6 mesi, in base all'adeguamento automatico dell'aspettativa di vita (65 anni). Lo scenario emerge dall'ultimo aggiornamento del 'Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario' della Ragioneria Generale dello Stato, che si basa sui dati Istat aggiornati a settembre 2025, documento anticipato dal 'Sole 24 Ore'. Nel Rapporto precedente, aggiornato al 2025, erano stimati due mesi aggiuntivi dal 2029.
In particolare, dalle tabelle risulta che i requisiti anagrafici stimati sulla base dello scenario demografico Istat mediano (base 2024) per accedere alla pensione di vecchiaia, salirebbero così per il biennio 2029-30 a 67 anni e 6 mesi e quelli per il pensionamento anticipato a 43 anni e 4 mesi (1 anno in meno per le donne). Attualmente il requisito anagrafico è di 67 anni per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi (1 anno in meno per le donne) per quella anticipata.
"In ogni caso, gli adeguamenti effettivamente applicati - precisa il rapporto - risulteranno quelli accertati dall'Istat a consuntivo".
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In base a quanto emerso dal Rapporto, per andare in pensione di vecchiaia serviranno 67 anni e 1 mese dal 2027 e 67 anni e 3 mesi dal 2028; per il pensionamento anticipato, dal 2027 i requisiti salgono a 42 anni e 11 mesi dal 2027 e 43 anni e 1 mese dal 2028. Per i bienni successivi al 2029, la Ragioneria stima un ulteriore aumento di 2 mesi dal 2031 e di 1 mese dal 2033. Lo scenario preso in considerazione è molto ampio è arriva al 2084. "Circa la valutazione degli adeguamenti dei requisiti anagrafici e contributivi, previsti dalla normativa vigente, alla variazione della speranza di vita a 65 anni, considerando lo scenario demografico Istat mediano (base 2024), può stimarsi un adeguamento cumulato, al 2084, pari complessivamente a 4 anni e 9 mesi per i requisiti anagrafici e di 4 anni e 4 mesi per il requisito contributivo per l'accesso al pensionamento anticipato indipendentemente dall'età anagrafica", si spiega nel rapporto.
Intanto nelle ultime ore i dati Inps hanno fotografato anche gli importi delle pensioni erogate nel 2025 che in totale sono state 831.285, per un importo medio di 1.229 euro mentre nel 2024 il totale era di 901.152 per un importo medio mensile di 1.218 euro. I valori si riferiscono alle pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti delle gestioni considerate e sono compresi anche gli assegni sociali. In particolare, per quanto riguarda le singole categorie, ci sono state 276.603 pensioni di vecchiaia, 225.046 pensioni anticipate, 62.400 pensioni di invalidità e 238.832 pensioni ai superstiti con decorrenza 2024. Nel 2025 sono state, invece, 267.332 quelle vecchiaia, 202.708 le anticipate, 53.601 le invalidità e 210.863 ai superstiti. Da segnalare, purtroppo, la permanenza di un profondo gender gap, che per le donne si traduce in assegni pensionistici più leggeri del 26%.