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Mercato unico digitale: la strategia della Commissione europea per rafforzare la competitività

Lo sviluppo di un mercato digitale unico a livello europeo potrebbe generare centinaia di migliaia di posti di lavoro e oltre 400 miliardi di euro di entrate

Mercato unico digitale: la strategia della Commissione europea per rafforzare la competitività

Un requisito fondamentale per rafforzare la competitività europea, oggi come oggi, è sicuramente quello di creare un mercato unico digitale grazie al quale si possa assistere alla creazione di reti di telecomunicazioni su scala continentale e di servizi digitali in grado di superare i confini nazionali connettendo tra loro tutti i Paesi europei.

Un progetto condiviso dalla Commissione europea che proprio per questo ha formulato una strategia che potrebbe portare, si spera in breve tempo, a risultati ottimali (l'auspicio della Commissione è che si riescano a gettare le basi necessarie per l'attuazione entro la fine del 2016).

Fondamentalmente la strategia si fonda su tre pilastri che comprendono il miglioramento dell'accesso ai servizi digitali per cittadini e imprese, la creazione di un contesto che permetta lo sviluppo di questi servizi e cercare di portare il mercato digitale ad una crescita costante.

Ad oggi, secondo un report della Commissione, solo il 15% dell'Unione europea acquista online da un altro Stato membro. Una quota piuttosto esigua che mette i bastoni tra le ruote alle imprese che operano in rete. Solo il 7% delle Pmi, infatti, esporta.

Se la strategia per il mercato unico europeo riuscisse a dare i suoi frutti garantirebbe un gettito per l'economia europea di 415 miliardi di euro all'anno favorendo, inoltre, la creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Per garantire tutto ciò è però necessario che anche i Paesi membri facciano la loro parte investendo nell'Itc e nei servizi digitali. L'Italia, per esempio, nel 2014 ha investito solo il 4,9% del proprio Prodotto interno lordo contro il 6,9% della Germania, il 7% della Francia e il 9,6% del regno Unito.

Secondo Confindustria, un innalzamento al 6,6% della quota del Pil destinata agli investimenti nell'Itc porterebbe alla creazione di circa 700 mila posti di lavoro solo nel nostro Paese e oltre 65 miliardi di euro di fatturato.

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