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Mediaset, Marina Berlusconi: "Bolloré come Attila, con Vivendi contatti interrotti, avanti solo con le cause"

Il presidente Fininvest al termine dellʼassemblea Mondadori a 360 gradi: "Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che troveremo grandi tracce"

Mediaset, Marina Berlusconi: "Bolloré come Attila, con Vivendi contatti interrotti, avanti solo con le cause"

I "contatti che c'erano" tra Mediaset e Vivendi "si sono interrotti da tempo". Lo ha detto il presidente della Fininvest Marina Berlusconi aggiungendo: "L'unica cosa che sta andando avanti e che andrà avanti fino in fondo sono le cause legali. Naturalmente speriamo, come è giusto, che venga riconosciuto il nostro sacrosanto diritto di essere risarciti del danno enorme che ci hanno creato con un clamoroso voltafaccia su un accordo vincolante".

"Tim, Bolloré si comporta da Attila" "Il signor Bolloré non si è smentito neppure nel modo in cui si è comportato anche in Tim. Ha usato la delicatezza e la compostezza di un Attila". Lo ha detto il presidente di Fininvest, Marina Berlusconi, a margine dell'assemblea di Mondadori. Marina Berlusconi non ha poi commentato l'arresto di Bolloré: "Preferisco non commentare perché non conosco la vicenda", ha risposto. "Solo che poi Attila un impero enorme era riuscito a crearlo", ha continuato.

Sempre riferendosi a Bolloré e a Vivendi, "finora abbiamo visto tutti e toccato con mano l'arroganza e la spregiudicatezza, anche perché non fanno nulla per nasconderle - ha aggiunto Marina Berlusconi -. Quello che nascondono molto bene è il pensiero strategico che sta dietro i loro comportamenti. E lo fanno talmente bene che a volte viene da chiedersi se esista davvero". Riguardo l'esito delle vicende di Tim: "Non abbiamo un auspicio", ha risposto.

"Di Battista? Libri storia non ne parleranno""Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce". Interpellata dall'Ansa al termine dell'assemblea Mondadori, Marina Berlusconi, sulla battuta di suo padre, che assumerebbe i grillini solo per 'pulire i cessi' a Mediaset, è netta: "Beh, cosa volete si risponda a chi ti dice di non voler nemmeno sedersi a un tavolo con te, dimostrando un assoluto disprezzo della democrazia? O a chi addirittura ti definisce 'il male assoluto', come dire Stalin, Hitler, il diavolo?".

"Se non fosse drammatico, perché c'è di mezzo il futuro del Paese - dice Marina Berlusconi -, sarebbe da prenderla come la ridicola sparata di ragazzi arroganti che non hanno nulla di costruttivo da proporre e quindi devono cercarsi a tutti i costi un nemico. Stiamo parlando di un signore, mio padre, che è uno dei più grandi imprenditori italiani, ha creato dal nulla un gruppo che dà lavoro a 20mila persone, un gruppo che ha pagato dalla sua nascita 10 miliardi di tasse".

"Stiamo parlando di un signore - continua la figlia dell'ex premier - che ha innovato nelle imprese e in politica, ha raccolto oltre 200 milioni di voti, ha guidato l'Italia per nove anni realizzando innumerevoli riforme, ha ridato orgoglio a questo Paese trattando da pari a pari con i più grandi leader del mondo. Mio padre alza il telefono e parla con Vladimir Putin o con Angela Merkel, e chi lo offende parla al massimo con un comico o un esperto di computer. Mio padre si è conquistato un posto nei libri di storia, del signor Di Battista non credo che su questi libri troveremo grandi tracce".

"Stato-mafia, usata per andare contro mio padre" Quella sulla trattativa Stato Mafia "è una sentenza davvero priva di fondamento", ha commentato Marina Berlusconi. "Quel verdetto e anche il modo in cui è stato utilizzato per andare contro mio padre con la giustizia non hanno nulla a che vedere", ha aggiunto, spiegando che "l'Italia non merita la propria storia riscritta da sentenze come quella". "La giustizia dovrebbe guardare ai fatti e basarsi sui fatti - ha concluso. - I fatti li conosciamo. In quel processo non è stato presentato uno straccio di prova".

"Governo, ci vorrebbe sfera cristallo" Per interpretare l'attuale fase politica in vista della formazione del governo "ci vorrebbe una sfera di cristallo", ha detto Marina Berlusconi. "Auspico che ci possa essere un governo che possa fare le cose di cui ha bisogno questo Paese", ha aggiunto.

"Capacità di mio padre preziose per il Paese" Marina Berlusconi non entra in valutazioni sulla situazione politica ("non è questo il contesto, al di là dell'estrema confusione che mi pare regni"), ma ci tiene a sottolineare il ruolo del padre: "Ha fatto una campagna elettorale straordinaria, per le politiche ma anche per le regionali in Molise, con tutto l'impegno e la generosità di cui è capace. A livello nazionale ha recuperato parecchio, nonostante il voto del 4 marzo non abbia certo premiato le posizioni moderate, e si conferma l'unico davvero in grado di dar voce a idee che per fortuna non moriranno mai: la passione per la libertà, la lotta alle ideologie totalitarie e alle ipocrisie del giustizialismo, la difesa del mercato".

"La sua esperienza e saggezza, così come i suoi rapporti con l'Europa e con molti fra i più importanti leader mondiali - ha concluso la presidente di Fininvest e Mondadori -, rappresentano un patrimonio prezioso che va al di là di Forza Italia e della stessa coalizione di centrodestra".

"Per i libri 2018 partito bene" "Sappiamo perfettamente di lavorare in un settore complicato, dove gli esami non finiscono mai. Ma certo i risultati 2017 del Gruppo Mondadori sono molto positivi". Interpellata dall'Ansa subito dopo l'assemblea della casa editrice, la presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, aggiunge alcune considerazioni a quanto ha già dichiarato. Per prima cosa, la presidente analizza i risultati del bilancio 2017, appena approvato dagli azionisti: "Tutte le aree di business hanno chiuso in attivo", dice Marina Berlusconi.

"L'ebitda, a perimetro omogeneo, è salito per il quarto esercizio consecutivo; l'utile netto è cresciuto da 22,5 a 30,4 milioni, rispetto ad un passivo di 185,4 nel 2013. L'indebitamento invece è calato da 264 a 190 milioni, era di 363 milioni a fine 2013. E tutto questo nonostante importanti investimenti come Rizzoli Libri e Banzai, per oltre 150 milioni complessivi".

Forte di questi risultati, la Mondadori guarda alla crescita e punta sull'area libri: "Certo - aggiunge Marina Berlusconi - quasi la metà del nostro fatturato arriva dai periodici, un settore molto, molto difficile, in cui va costantemente verificata la coerenza del portafoglio con obiettivi e andamenti di mercato, nonostante i risultati dell'esercizio scorso siano stati buoni. Ma è chiaro che i libri hanno un ruolo sempre più centrale, e rappresentano ormai una parte largamente maggioritaria dei nostri margini".

E per i libri il 2017 è stato davvero "una splendida annata", dal punto di vista sia economico sia della qualità editoriale. "E anche il 2018 è partito bene".

"Acquisizioni? focus su area libri" Mondadori si guarda intorno per possibili acquisizioni nell'area libri. "Abbiamo cominciato a guardarci attorno: nell'education sia in Italia che all'estero - dice Marina Berlusconi raggiunta dall'Ansa dopo l'assemblea Mondadori -, nel trade essenzialmente all'estero, per i limiti posti dall'Antitrust. Limiti che rispettiamo ma non condividiamo. Perché è nell'interesse dell'intero Paese avere una casa editrice dalle dimensioni sufficienti per confrontarsi innanzitutto con un monopolio vero come quello di Amazon. Invece noi siamo grandi in un mercato angusto: nel confronto internazionale la Mondadori resta troppo piccola".

Nei progetti di sviluppo che spazio ha il digitale? "Siamo molto soddisfatti dell'acquisizione di Banzai", risponde Marina Berlusconi. "E se capitasse qualche buona opportunità la guarderemo con estrema attenzione. Senza però fare follie e senza nasconderci che, in editoria, attendersi miracoli dal digitale sarebbe un grave errore".

"L'accordo con Sky non ha alcun impatto rispetto a Vivendi"Parlando, poi, dell'accordo fra Mediaset e Sky, "è un accordo commerciale non in esclusiva, quindi è possibile che ci siano delle trattative anche con Tim, per la vendita per esempio di alcuni contenuti", ha aggiunto. In ogni caso, "l'accordo con Sky non ha alcun impatto rispetto a Vivendi - ha concluso. - E' un accordo molto positivo per Mediaset. E' stato valutato molto bene dalla comunità finanziaria".

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