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Il Mercosur entra nella sua ora più politica: alla vigilia del voto che potrebbe suggellare l'accordo commerciale tra l'Ue e i Paesi sudamericani, la Confédération rurale ha fatto irruzione nella Ville Lumière, spingendosi con un drappello di trattori sotto la Tour Eiffel e all'Arco di Trionfo per contestare un testo che a Bruxelles appare ormai a un passo dalla firma. Una pressione che in serata ha incassato l'annuncio di Emmanuel Macron: la Francia voterà contro l'intesa, posizione che l'inquilino dell'Eliseo ha ribadito al telefono a Ursula von der Leyen. Il possibile viaggio nel fine settimana in Paraguay della presidente Ue chiamata a mettere il sigillo su un partenariato inseguito da oltre un quarto di secolo, resta affidato al riserbo. Ma la pronuncia degli ambasciatori dei Ventisette - attesa al Coreper - potrebbe spianarne la strada.
Ago della bilancia sarà l'Italia, più incline a sciogliere le ultime riserve dopo aver accolto le nuove concessioni dell'esecutivo comunitario: dalla riduzione dei dazi sui fertilizzanti importati all'esenzione degli stessi dal meccanismo di tassazione sul carbonio. Misure coerenti con la linea indicata dalla premier Giorgia Meloni, che aveva subordinato il placet a garanzie solide per gli agricoltori. Per il via libera manca ancora "l'ultimo miglio", ha osservato il ministro Francesco Lollobrigida, riferendo che i diplomatici sono al lavoro per verificare che le garanzie "siano supportate da elementi tecnici e politici".
Il malcontento transalpino - già protagonista della maxi-protesta di dicembre davanti ai palazzi Ue - è riemerso all'alba, quando una ventina dei circa cento trattori presenti nell'area parigina è riuscita a superare varchi e divieti. Agli occhi degli agricoltori francesi, mobilitati anche a Bordeaux, l'intesa rappresenta una minaccia diretta: senza clausole di salvaguardia, meccanismi 'specchio' e controlli rafforzati, il timore - espresso anche in Italia da Coldiretti che ha ribadito la propria opposizione se non ci sarà "reciprocità" - è di essere travolti dalla concorrenza sleale.
A restare ferma è poi l'opposizione dell'Ungheria, preoccupata per il rischio di un'apertura all'import sudamericano a scapito dei redditi rurali. Resistenze che, tuttavia, non basteranno a scalfire la maggioranza qualificata necessaria al via libera qualora l'Italia decidesse di schierarsi a favore dell'intesa sostenuta a gran voce da Berlino e Madrid. Le tutele introdotte nell'ultimo anno - è stato l'appello finale di Bruxelles, impegnata a diversificare i partner commerciali davanti al protezionismo di Donald Trump e all'assertività della Cina - consentono "a tutti i Paesi membri" di sostenere il testo "con piena fiducia". Pur senza Parigi, a separare l'Ue dalla firma ad Asunción resta un solo voto.
Si tratta di un'organizzazione internazionale istituita nel 1991 per favorire l'integrazione economica e la libera circolazione di beni, servizi e persone tra alcuni paesi del Sud America. A gennaio 2026, il Mercosur entra nel dibattito internazionale per lo storico accordo di libero scambio con l'Unione Europea. Tra i vantaggi c'è la riduzione dei dazi su prodotti industriali europei (auto, macchinari, vino) e facilitazione dell'export sudamericano di materie prime e prodotti agricoli verso l'Europa. Gli agricoltori sono però preoccupati per la concorrenza e gli ambientalisti critici verso l'impatto sulla deforestazione.