Lovaglio ancora in corsa per guidare Mps, ma resta il nodo Mediobanca
Raggiunto un compromesso nel corso del cda del 28 gennaio: il ceo in carica è ancora eleggibile, ma le consultazioni saranno tenute da Nicola Maione
Il cda di Monte dei Paschi di Siena ha raggiunto un accordo che, per il momento, tiene ancora in corsa Luigi Lovaglio in vista della scelta del nuovo Ceo. L’intesa raggiunta, fa sapere Mps in una nota consente "a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni del consiglio di amministrazione". A Piazza Affari oggi il titolo Mps guadagna oltre un punto percentuale.
MPS, LOVAGLIO IN CORSA
Superata, quindi, la prima bozza di regolamento che prevedeva l’esclusione dell’attuale amministratore delegato. Il consiglio presenterà quindi una propria lista da sottoporre all’assemblea il prossimo 15 aprile. Tuttavia, secondo quanto emerso, il dialogo con i soci sulle candidature verrà affidato in via esclusiva al presidente Nicola Maione, almeno fino a quanto non verrà pubblicato il regolamento. Una scelta dettata dalla necessità di tutelare la banca alla luce dell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca.
NUOVA LISTA ENTRO IL 5 MARZO
Lovaglio, indagato insieme a Caltagirone e Milleri (Delfin), resta in corsa. E trovare un candidato alternativo non sarà semplice, visto che la lista del cda dovrà essere depositata entro il 5 marzo. Il testo del regolamento, aggiunge la banca di Rocca Salimbeni, "è coerente con la migliore prassi di mercato che si registra tra gli intermediari italiani di dimensioni rilevanti" e "assicura una adeguata formalizzazione delle regole di governance garantendo massima trasparenza rispetto - come in questo caso - alle situazioni eventualmente rilevanti e consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni del consiglio di amministrazione".
NODO MEDIOBANCA ANCORA APERTO
Secondo le indiscrezioni di stampa delle scorse settimane, sarebbero emerse vedute differenti tra i soci di Mps sul destino di Mediobanca. L’attuale ceo, Luigi Lovaglio, punterebbe al delisting, che potrebbe costare – agli attuali valori di Borsa – circa 3,5 miliardi di euro e porterebbe all’incorporazione in Mps delle quote di Generali detenute da Mediobanca. Caltagirone sarebbe invece propenso a mantenere l’autonomia di Mediobanca.
