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Legge di Stabilità, i tecnici: "Dubbi su Sanità e su canone Rai in bolletta"

Segnalati possibili problemi per lʼulteriore riduzione dei fondi per il servizio sanitario nel 2016, anche se la centralizzazione degli acquisti dovrebbe aiutare a risparmiare

Legge di Stabilità, i tecnici: "Dubbi su Sanità e su canone Rai in bolletta"

"L'ulteriore decremento" nel 2016 dei fondi per la Sanità nella Legge di Stabilità, già ridotti quest'anno rispetto a quanto previsto in origine, "potrebbe creare tensioni lungo tale linea di finanziamento". A osservarlo sono i tecnici di Camera e Senato, i quali sottolineano però che "la centralizzazione degli acquisti" dovrebbe "facilitare il conseguimento di risparmi". Dubbi anche sul gettito atteso dal pagamento del canone Rai in bolletta.

Al riguardo, nel dossier sulla legge vengono richiesti dati "aggiornati in tema di evasione/inadempimento e morosità" sia sul canone sia sulla bolletta elettrica per "escludere eventuali ricadute sul gettito in dipendenza del grado di morosità nel pagamento delle utenze elettriche".

"Tagli alle Regioni, si valuti" - I tecnici aggiungono che "sarebbe utile una valutazione del governo in merito all'effettiva praticabilità" dei tagli alle Regioni, cui vengono chiesti "nel triennio 2017-2019 complessivamente nuovi risparmi per oltre 17 miliardi". E sottolineano inoltre i margini "ristretti" dal momento che non vanno incluse le risorse della sanità".

I tecnici ricordano poi che già con il decreto Irpef dell'anno scorso, "i cui effetti non sembrano venuti meno", è stato chiesto "un contributo" alle Regioni, cui si sommeranno "gli ulteriori risparmi di spesa che dovrebbero discendere dall'applicazione per le Regioni della regola del pareggio di bilancio".

"Pubblica amministrazione, servizi a rischio con stretta turnover" - I tecnici mettono in guardia poi dalle conseguenze di una stretta sul turnover nella Pubblica amministrazione e nel loro dossier scrivono che servirebbero "adeguate rassicurazioni sulla effettiva e piena sostenibilità dell'irrigidimento" in merito, visto che "negli anni più recenti le amministrazioni hanno subito già un blocco drastico dei reclutamenti che potrebbe averle già messe nella condizione di non poter assicurare i livelli minimi di servizio".

E ancora: "Sarebbe utile - osservano - acquisire una prima stima dell'importo pro capite, lordo e netto, e in ragione mensile e annua, degli incrementi retributivi che saranno consentiti con le risorse stanziate" per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione.

Compensi partecipate, chiarimenti sul tetto - Servono poi, secondo i tecnici, "approfondimenti" sulle "cinque fasce di limite massimo retributivo, demandata a un decreto ministeriale e conseguentemente alla platea dei soggetti coinvolti con un'indicazione di massima dei possibili effetti di risparmio". La richiesta viene fatta in relazione alla norma che rivede i limiti ai compensi di amministratori, dirigenti e dipendenti delle società partecipate.

"Troppi interventi sul contante" - Sul contante si sono "reiterati interventi nel breve periodo" con "procedure in direzioni talvolta contrapposte", secondo i tecnici di Camera e Senato, i quali spiegano anche che "in assenza di valutazioni specifiche nella relazione tecnica in merito all'impatto finanziario della misura non appare allo stato possibile formulare valutazioni precise e fondate su analisi univoche ed incontrovertibili in merito alle conseguenze della misura in esame sui saldi di finanza pubblica".

"Valutare la fattibilità dei tagli ai patronati" - Infine, "andrebbe attentamente ponderata la effettiva praticabilità di ulteriori riduzioni degli stanziamenti" per i patronati "alla luce dei ripetuti interventi già operati in precedenza sul medesimo stanziamento". La manovra riduce di 48 milioni i fondi per i patronati.

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