Obiettivo Europa 2020 ancora lontano

Tasso di occupazione in crescita nel 2015

L'aumento registrato lo scorso anno avvicina il nostro Paese all'obiettivo posto dall'Unione europea da raggiungere entro il 2020

11 Apr 2016 - 11:26

Pur non mancando di sottolineare alcuni miglioramenti avvenuti nell'ultimo anno, l'ISTAT osserva che uno degli obiettivi della strategia Europa 2020 – far sì che il 67-69% della popolazione in età lavorativa (20-64 anni) abbia un impiego entro il 2020 – è ancora lontano dall'essere raggiunto.

Secondo i dati ISTAT contenuti nel rapporto Noi Italia 2015, lo scorso anno il tasso di occupazione nella fascia d'età compresa tra i 20 e i 64 anni è cresciuto dello 0,6% rispetto al 2014, toccando il 60,5%. Pur trattandosi di una prima inversione di tendenza da diverso tempo a questa parte – in Italia il tasso di occupazione è diminuito costantemente dal 2008 in poi –, la crescita registrata lo scorso anno non ha permesso di tornare ai livelli pre-crisi: nel 2007 il tasso di occupazione era al 62,7%.

L'aumento dell'occupazione ha riguardato tanto i dipendenti a tempo determinato, la cui incidenza è arrivata al 14% (circa lo 0,5% in più rispetto al 2014), quanto quelli impiegati a tempo pieno. Mentre crescono anche, seppure con minore intensità e specialmente tra le donne, i part-time.

Il 2015 è stato un anno leggermente positivo per l'occupazione, dunque. La crescita dei lavoratori con un impiego è stata accompagnata da una riduzione del tasso di disoccupazione, sceso al di sotto della soglia del 12% per la prima volta dopo due anni. La riduzione del tasso tra i 15-24enni è stata particolarmente consistente (-2,4 punti percentuali). che si conferma però più elevato tra le donne (42,6% a fronte del 38,8% degli uomini).

Quello relativo al tasso di occupazione non è l'unica inversione di tendenza rilevata dall'ISTAT. Il tasso di mancata partecipazione, un indicatore complementare al tasso di disoccupazione che dà conto di quanti sono disponibili a lavorare pur non cercando attivamente lavoro, è diminuito per la prima volta dal 2006, attestandosi al 22,5% (-0,4% rispetto all'anno precedente) ma rimanendo superiore ai livelli precedenti la crisi economica: nel 2008 il tasso di mancata partecipazione era pari al 15,6%.