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Italia verso la ripresa, ma arranca il mercato del lavoro

Nell’ultimo trimestre del 2014 il Pil si è stabilizzato per tornare a crescere (+0,3%) nei primi tre mesi del 2015. Nessuna luce dal tunnel del mercato del lavoro

Italia verso la ripresa, ma arranca il mercato del lavoro

L'Italia sembra finalmente aver imboccato la strada della ripresa. Gran parte degli indicatori, come il Pil, la fiducia dei consumatori e la stessa spesa per consumi, sono tornati a crescere nell'ultimo periodo. Vanno ancora male, però, il mercato del lavoro e la produzione industriale.

A sottolinearlo è l'Istat nel Rapporto annuale 2015, in cui l'istituto di statistica ricorda che nel corso dello scorso anno il Pil del nostro Paese è, sì, sceso dello 0,4%, ma anche che negli ultimi tre mesi si è assistito ad una variazione nulla, che si è trasformata in un +0,3% nel primo trimestre del 2015.

A contribuire positivamente sull'andamento del Pil italiano sono stati, soprattutto, fattori come l'indebolimento dell'euro rispetto al dollaro, gli stimoli di politica monetaria della Banca centrale europea e il crollo del prezzo al barile del petrolio, passato dai 112 dollari al barile di giugno ai circa 60 dollari odierni.

Rilevante anche il contributo (pari allo 0,3% della crescita del Pil) dato dal commercio estero che ha visto le esportazioni (+2,6%) crescere più delle importazioni (+1,8%). Solo nel primo trimestre dell'anno in corso le vendite verso l'estero sono cresciute dell'1,2% rispetto al periodo precedente.

Durante lo scorso anno è tornata crescere, grazie ad un miglioramento del potere di acquisto legato al calo dell'inflazione, anche la spesa per consumi, con un +0,3%. Una dinamica che, in base al miglioramento nei primi mesi dell'anno del clima di fiducia, potrebbe trovare conferma nel corso del 2015.

L'inflazione, dicevamo, è scesa nel 2014 dello 0,2% rispetto al 2013 anche a causa della flessione dei prezzi delle materie prime e dei beni importati, prezzi che nel corso nei primi mesi del 2015 sono tornati a segnare lievi segni "più" (anche per via di una leggera ripresa delle quotazioni di petrolio e gas naturale), portando ad un rallentamento delle spinte deflazionistiche.

La nota dolente arriva però dal mercato del lavoro: è vero che nel corso del 2014 il numero degli occupati è tornato a crescere dopo due anni in contrazione (+0,4%, quindi 88 mila unità in più rispetto al 2013), ma è anche vero che il tasso di disoccupazione e quello giovanile sono aumentati, continuando il trend negativo anche nei primi mesi del 2015.

In particolare il tasso di disoccupazione è passato dal 12,1% del 2013 al 12,7% del 2014, per attestarsi al 13% a marzo. Quello di disoccupazione giovanile ha invece raggiunto il 42,7%.

Male anche la produzione industriale che solo nel primo trimestre del 2015 ha registrato una lieve variazione positiva (+0,3% sul trimestre precedente). Nel 2014, infatti, la produzione risulta essere scesa dello 0,5%, segnando comunque un rallentamento rispetto al -6,4% del 2012 e al -3,2% del 2013.

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