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Inflazione sfiora il 9%, Istat: carrello della spesa vola a +11,1% | È il picco dal 1983

Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia gli energetici (da +44,9% a +44,5%) sia regolamentati (+ 47,7%), sia non regolamentati (+41,2%)

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Brutte notizie per i consumatori: aumentano i prezzi del carrello della spesa con l'inflazione che a settembre è arrivata a +8,9%.

"È necessario risalire a luglio 1983, quando registrarono una variazione tendenziale del +12,2%, per trovare una crescita dei prezzi, su base annua, superiore a quella di settembre 2022 (+11,1%)", spiega l'Istat, sottolineando che l'ulteriore accelerazione inflattiva si deve soprattutto ai prezzi degli alimentari (da +10,1% di agosto a +11,5%) e a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +5,7%).

Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia gli energetici (da +44,9% a +44,5%) sia regolamentati (+ 47,7%), sia non regolamentati (+41,2%).

 

All'aumento dell'inflazione contribuiscono, oltre ai beni alimentari, in misura minore anche i prezzi dei beni non durevoli (da +3,8% a +4,7%) e dei beni semidurevoli (da+2,3% a +2,8%). Pur rallentando di poco, continuano a crescere in misura molto ampia, i prezzi dei beni energetici (da +44,9% di agosto a +44,5%) sia regolamentati (da +47,9% a + 47,7%) sia non regolamentati (da +41,6% a +41,2%); decelerano anche i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +8,4% a +7,2%).
 

Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +11,8% a +12,5%), mentre è sostanzialmente stabile la crescita di quelli dei servizi (da +3,8% a +3,9%); si amplia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -8,0 di agosto a -8,6 punti percentuali).

 

L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei beni alimentari non lavorati (+2,0%), dei beni semidurevoli (+1,0%), degli alimentari lavorati (+0,8%) e dei beni durevoli (+0,6%) ed è in parte frenato dal calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-4,2% dovuto per lo più a fattori stagionali).

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