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Gli italiani tagliano le spese per le cure mediche

Sempre più italiani razionalizzano le visite mediche selezionando quelle ritenute indispensabili e accantonando le altre

Gli italiani tagliano le spese per le cure mediche

Tra i vari tagli alla spesa, resi necessari dalla difficile situazione economica che ha interessato l'Italia, rientrano anche quelli per le cure mediche. Numerosi rapporti, come quello redatto dall'Osservatorio Sanità di Unisalute del Gruppo Unipol, avevano evidenziato come questa dinamica avesse trovato conferma anche nel 2014.

Lo scorso anno, infatti, il 53% del campione intervistato per la realizzazione dell'analisi, ha spiegato di aver razionalizzato le spese sanitarie selezionando (nel 38% dei casi) le visite ritenute indispensabili e accantonando le altre. Il 15% spiega invece di aver ridotto i controlli medici proprio per ragioni economiche.

Le ragioni economiche sono alla base anche dei tagli, rilevati dall'Istat, alle visite odontoiatriche. La quota di italiani, che nel corso del 2013 si è recata dal dentista, è infatti scesa al 37,9% dal 39,3% del 2005. Nel 12% dei casi la rinuncia a controlli di questo tipo è legata, infatti, a motivi prettamente economici.

Mentre scende la quota di quanti sono stati dal dentista nel corso dei dodici mesi che hanno preceduto l'indagine, l'Istat ha rilevato un aumento degli italiani che si prestano ad un controllo nell'arco di uno e tre anni. In particolare la quota è passata dal 24% del 2005 al 29,2% del 2013.

Il calo generale delle cure odontoiatriche tra il 2005 ed il 2013 è da attribuire, spiega l'Istituto nazionale di statistica, soprattutto ad un minor ricorso al dentista privato (che rappresenta comunque il principale punto di riferimento in questo senso).

Tra i due anni presi in considerazione la quota di italiani che si è recata presso uno studio privato è scesa dal 34,7% al 32,3%, mentre è rimasto pressoché invariato il ricorso a strutture pubbliche o convenzionate: poco al di sopra del 5%.

Stando all'analisi, il calo delle cure private avrebbe coinvolto maggiormente i bambini di età compresa tra i sei ed i 14 anni, una fascia di età che ha visto il dato scendere dal 41,8% del 2005 al 38,4% del 2013.

La quota di italiani 15-24enni che si è recato presso uno studio dentistico privato è scesa invece dal 37% del 2005 al 33,5% del 2013, mentre è passata dal 39,5% al 35,7% per i 25-44enni.

Non solo le visite, anche i trattamenti sono diminuiti. La quota di persone che, una volta recatasi dal dentista, ha usufruito di un solo trattamento è aumentata di quasi venti punti percentuali (dal 49,3% del 2005 al 70,7% di otto anni di dopo).

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