AI RAGGI X

Fisco, residenti all'estero nel mirino dell'Agenzia delle entrate

Incroci di dati e scambi di informazioni, partite Iva, barche e auto ai raggi X, notizie sui familiari: tutto passato al setaccio per scovare gli imbrogli

03 Mar 2017 - 16:35

Vita dura per gli italiani che fingono di risiedere all'estero. Nel mirino dell'Agenzia delle entrate ci sono infatti capitali e redditi non dichiarati dei contribuenti italiani trasferiti oltreconfine. Scatteranno i controlli su 3 diverse banche dati, dalla Facta, a cui aderiscono molti Stati, ai dati sugli ex residenti dei Comuni. Sono 11 gli indicatori per l'identikit del contribuente a rischio: dai contributi per la colf alle barche, alla partita Iva.

Verificare la residenza - In pratica verranno passati ai raggi X i criteri che fanno ipotizzare un'effettiva permanenza dei contribuenti in Italia nonostante la residenza dichiarata. Ovviamente con l'attenzione puntata anche su coloro che non hanno aderito alla voluntary, pur registrando movimenti di capitali da e per l'estero.

I controlli - dice una nota dell'Agenzia - riguarderanno i cittadini che sono andati all'estero, hanno spostato la residenza da primo gennaio 2010. Le regole seguite sono contenute in un provvedimento firmato dal direttore dell'Agenzia, Rossella Orlandi, che fissa i criteri per stilare liste selettive nelle quali confluiranno le posizioni più anomale.

Incroci di dati e scambio di informazioni - L'identikit dei soggetti viene stilato dall'Agenzia utilizzando un applicativo informatico denominato So.No.Re. (Soggetti Non Residenti) e incrociando le informazioni disponibili nella banca dati delle Entrate con quelle derivanti dallo Spesometro e dallo scambio di informazioni attivato sulla base di direttive europee e accordi internazionali con le amministrazioni fiscali estere (FATCA e Common Reporting Standard) che saranno progressivamente disponibili.

Nel provvedimento della Orlandi, poi, vengono anche fissate le modalità di acquisizione dei dati anagrafici che arrivano dai Comuni che, dopo sei mesi della richiesta di iscrizione all'Aire, devono comunicarli in base alla convenzione stipulata con il ministero dell'Interno.

Utenze gas e telefono, partite Iva, familiari - I criteri delle liste selettive sono talvolta anche intuitivi. Si guarda l'intestazione di contratti di utenze attive per elettricità, gas e telefono, la disponibilità di veicoli, la titolarità di partita Iva e la residenza degli altri membri del nucleo familiare ma anche il versamento di contributi a collaboratori domestici, la titolarità di cariche sociali, l'apertura della partita Iva in Italia, l'utilizzo di operazioni rilevanti ai fini dello spesometro.

Ovviamente l'operazione arriva mentre è stata riaperta la procedura per la voluntary disclosure. Quindi tra i criteri usati ci saranno anche la verifica di movimenti di capitale da e verso l'estero, le informazioni sui patrimoni immobiliari e finanziari detenuti all'estero (i cui dati arrivano tramite gli incroci di dati internazionali) e la mancata adesione alla procedura di "collaborazione volontaria" per regolarizzare capitali finanziari all'estero. Questo è più facile visto che dal 2017, in base al common reporting standard, ben 53 Paesi si sono impegnati a cambiare informazioni sui contribuenti in base al Common Reporting Standard e altre 47 si attiveranno dal 2018 in base al cosiddetto Facta, con criteri fissati per i conti detenuti negli Stati Uniti.

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