Aumentano le tasse locali. E' quanto emerge dalla seconda rilevazione del Servizio Politiche Territoriali della Uil, aggiornata al 26 luglio. Le aliquote Imu sono state riviste al rialzo in oltre 215 comuni, tra cui quattro città capoluogo (Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino). Più gettonato è l'aumento delle aliquote delle Addizionali Comunali Irpef: su 4.078 comuni, 566 (il 14% del totale) ha scelto di alzarle e di rimodulare le esenzioni abbassandone la soglia. In aumento anche la Tari, con un rialzo che ha interessato 44 città capoluogo, tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli.
"Dopo tre anni di blocco degli aumenti delle aliquote delle imposte e tasse locali da quest'anno ritorna la facoltà di manovrare di nuovo la leva fiscale a livello locale" ha spiegato la Uil. "Se sul versante delle Regioni non sono stati apportati aumenti di aliquote, diversa e variegata è la situazione per quanto riguarda le tasse comunali".
Anche se non tutti i comuni hanno pubblicato le aliquote delle imposte sul sito del ministero dell'Economia, non sono numerosi i municipi che hanno rivisto al rialzo le imposte. Tuttavia si tratta comunque di ritocchi di peso. Le diminuzioni registrate sono poche. Per quanto riguarda le città capoluogo, non sono molte quelle che hanno apportato modifiche, perchè la maggior parte di esse aveva già portato il livello della tassazione al massimo prima del blocco triennale delle aliquote.
