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Confturismo: le vacanze di 20 milioni di italiani bloccate da restrizioni e incertezze sui vaccini

Secondo il report cinque milioni di italiani hanno rinunciato a programmare le ferie. Ma la voglia di tornare a viaggiare cresce: il 62% degli intervistati sceglierebbe destinazioni Covid-free

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Afp

Cinque milioni di italiani hanno rinunciato a programmare ferie e vacanze a causa delle ultime restrizioni, e in totale 20 milioni sono bloccati dall'incertezza sul fronte delle vaccinazioni. Il dato emerge dall'Indice di Fiducia dei viaggiatori italiani di Swg/Confturismo-Confcommercio, che comunque a marzo è risalito. Secondo il report, comincia lentamente a tornare la voglia di viaggiare ma restrizioni e dubbi sui vaccini frenano gli italiani.

Vorrei ma non posso - Di muoversi gli italiani ne avrebbero anche voglia ma a frenare i progetti di vacanza sono, da un lato, le restrizioni agli spostamenti rafforzate dalle ultime misure del governo, dall'altro le incertezze sui tempi delle vaccinazioni. Un intervistato su tre, infatti, dichiara che, tra marzo e maggio, avrebbe voluto programmare un viaggio ma non lo ha fatto per le disposizioni che impediscono di circolare tra le diverse aree dell'Italia, oltre che verso gli Stati esteri. 

 

Quasi 12 milioni di presenze in meno - Questo significa che, a coloro che comunque non sarebbero partiti, per timori per la salute, per mancanza di ferie o di disponibilità economiche, si aggiungono, da qui all'inizio dell'estate, altri 5 milioni di connazionali che non si muoveranno per turismo in Italia, pari a quasi 12 milioni di presenze in meno.

 

 

L'importanza dei vaccini - Ma ancora di più delle incertezze sulle misure restrittive, pesano sulla prossima estate le indecisioni sul piano vaccini. Il 75% degli intervistati dichiara che, se potesse essere vaccinato nelle prossime settimane, sarebbe più propenso a programmare da subito le vacanze e quindi a prenotare. Si può concludere che 20 milioni di italiani non fanno progetti vacanzieri in attesa di sapere quando sarà il loro turno per la vaccinazione. 

 

Destinazioni Covid-free - Inoltre i 62% del campione dice che considererebbe con attenzione l'ipotesi di andare in una destinazione "Covid free", dove un sistema composito di test in partenza e di operatori turistici e popolazione locale vaccinata garantirebbe una sorta di "bolla" per proteggere la salute. Paesi come Grecia, Spagna e Croazia perseguono da settimane questa strategia e, soprattutto, stanno costruendo su di essa una pesante linea di comunicazione interna e verso l'estero.

 

 

Le risposte che deve dare il governo - "Il piano delle vaccinazioni non è solo un tema di salute, è un elemento essenziale per fare ripartire l'economia del Paese, cominciando dal turismo, che vale il 13% del Pil. Da questo governo ci attendiamo scelte decise. Bisogna puntare sul nostro settore, non solo con ristori adeguati in rapporto alle enormi perdite accumulate, ma anche vaccinare con priorità i nostri addetti, aderire da subito e con convinzione all'iniziativa dei green pass digitali proposta dall'Europa e realizzare corridoi e destinazioni Covid-free comunicandolo ai grandi mercati, come stanno facendo altri Paesi", ha detto Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio. 

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