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Borse giù e oro sui massimi a causa delle tensioni Usa-Ue sulla Groenlandia

Listini europei in rosso sulle voci di controdazi da parte dei Paesi europei dopo l'annuncio di Trump, gli investitori si rivolgono verso oro e argento in attesa di una possibile schiarita. A Piazza Affari sale Ferretti dopo l'Opa parziale lanciata da Kkcg Maritime

19 Gen 2026 - 09:16

La settimana comincia in rosso per le Borse europee a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Unione europea sulla Groenlandia. L'indice Ftse Mib di Milano cede l'1,5%, in linea con Parigi e Francoforte. A Piazza Affari in positivo il titolo Ferretti (settore yacht e nautica) dopo l'opa parziale lanciata dal gruppo ceco Kkcg Maritime, che punta ad arrivare poco sotto il 30%. Oggi Wall Street rimane chiusa per il Martin Luther King Day.

TENSIONE USA-UE SULLA GROENLANDIA
Nei giorni scorsi il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato dazi del 10% a partire da febbraio - che in prospettiva potranno salire al 25% - su tutte le importazioni da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia. Si tratta dei Paesi che stanno mandando soldati (poche decine a testa, in realtà e qualcuno ha già lasciato l’isola) in Groenlandia. Dazi che Trump sembra intenzionato a mantenere “fino a quando non verrà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia”.

ORO E ARGENTO SU NUOVI MASSIMI
Secondo alcune indiscrezioni, i Paesi europei sarebbero pronti a rispondere alle tariffe con controdazi da 93 miliardi di dollari. In questo contesto che lascia intravedere un nuovo scontro commerciale, oro e argento hanno toccato nuovi record. Gli investitori si stanno rivolgendo sugli asset considerati più sicuri e così il metallo giallo ha toccato 4.677 dollari l’oncia (+1,8%) per la consegna spot mentre l'argento è in progresso di oltre il 4% dopo un nuovo top a 94,08 dollari.

LA CINA CENTRA LA CRESCITA PREVISTA NEL 2025
Intanto dalla Cina il National Bureau of Statistics fa sapere che l’obiettivo annuale di crescita del 5% è stato raggiunto. Nel quarto trimestre del 2025 l’economia cinese ha rallentato rispetto a quello precedente ed è stata inferiore alle stime degli analisti con una crescita del 4,5% a livello tendenziale a fronte del 4,8% del terzo trimestre. Nell'intero 2025, nonostante il nodo dei dazi, la crescita del Pil è stata di 5% (come nel 2024) a 140.187,9 miliardi di yuan (17300 miliardi di euro) centrando quindi il target indicato da Pechino: il settore primario ha registrato una crescita del 3,9%, quello industriale del 4,5% e quello dei servizi del 5,4%.

VALUTE E PETROLIO
Sul mercato valutario, il dollaro scivola a 1,1635 per un euro da 1,1598 venerdì in chiusura. Il biglietto verde si indebolisce anche contro lo yen, a 157,83 (da 158,08), mentre il rapporto euro/yen è a 183,64 (da 183,33). Sul fronte dell'energia, perde terreno il prezzo del petrolio, con il Wti per marzo a 58,95 dollari al barile (-0,82%) e il Brent con pari scadenza a 63,62 dollari (-0,8%). Ritraccia il gas naturale ad Amsterdam dopo il rally della scorsa settimana: sulla piattaforma Ttf il contratto di riferimento è in calo del 6% a 34,66 euro al megawattora.