A Roma e Venezia i rincari maggiori
Continua senza soste la corsa degli affitti: in un anno sono aumentati fino al 7% in città come Roma e Milano. A lanciare l'allarme è il Sunia, il Sindacato nazionale unitario inquilini e affittuari , che ha condotto un'indagine su cinquemila offerte di locazione. E se la Capitale e Venezia sono i centri in cui il caro affitti è stato il più alto(+7%), non sta meglio il capoluogo lombardo (+6,8%).
A bilanciare la corsa al rincaro, i numeri di Torino (+2,4%), Catania (+2,3%) e Bari (+2,2%) in cui si è avvertita meno l'ondata di incrementi e che fanno scendere la media totale al 3,8%.
"Nonostante la flessione del mercato immobiliare rilevato nella compravendita di case, gli affitti continuano ad essere insostenibili in tutte le città italiane" lamenta la nota del Sunia, che avverte: ad oggi gli affitti superano la metà dello stipendio medio di molte categorie di lavoratori.
Le cifre parlano chiaro: a Napoli, per un appartamento in centro si spendono in media 1.100 euro al mese, contro i 1.800 di Bologna, i 2.200 di Firenze, 2.200 di Roma, 2.100 di Venezia. Per trovare prezzi più convenienti bisogna spostarsi in periferia; anche qui però il ventaglio è variegato: si passa dai 510 euro dell'estrema periferia di Bari agli oltre mille euro mensili di Roma, Milano e Firenze.
E per un alloggio di 80 metri quadri invece gli affitti medi richiesti variano da un minimo di 500 euro ai 2.200 euro per una casa nel centro di Roma e Milano.
I dati, afferma il Sunia, "confermano l'insostenibilità dei canoni per le famiglie in affitto, con la progressiva esclusione dei redditi bassi dal mercato".
Di qui, afferma il sindacato, il problema della morosità, che attanaglia sempre più famiglie.
"E' necessario - conclude il Sunia - che nella prossima Finanziaria siano previsti finanziamenti per l'edilizia sociale e interventi di riduzione fiscale per agevolare il mercato calmierato degli affitti".
Il rischio è che la casa diventi per molti un lusso "insostenibile" e non un bene primario.