RACCOMANDAZIONI ALL'ITALIA

Ocse: "Fisco, giù le aliquote e niente condoni"

"L'Italia sia più flessibile su assunzioni e licenziamenti e accorci i tempi della giustizia"

15 Feb 2013 - 12:26
 © Ap/Lapresse

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Nel suo rapporto sulla crescita, l'Ocse invita l'Italia a ridurre le distorsioni e gli incentivi all'evasione diminuendo "le alte aliquote fiscali" e riaffermando "la volontà di evitare i condoni". Tra le altre raccomandazioni rivolte al nostro Paese, una maggiore flessibilità sul fronte delle assunzioni e dei licenziamenti e una riforma della giustizia per accorciare i tempi dei procedimenti.

I moniti rivolti al nostro Paese sono contenuti nel rapporto dell'Ocse "Going for Growth 2013". Gli esperti di Parigi invitano poi l'Italia a "proseguire la riforma del mercato del lavoro rendendo più flessibili le assunzioni e i licenziamenti e accorciando i tempi dei procedimenti giudizari, realizzando contemporaneamente la rete universale di protezione sociale già in programma".

Essenziali le riforme strutturali - Secondo l'Ocse poi tutti i Paesi, compresi quelli che sono già sulla buona strada come il nostro, devono continuare ad attuare riforme strutturali "importanti perché stimolano la crescita e il benessere, ma anche perché possono restituire respiro alle politiche macroeconomiche. Politiche strutturali migliori consentiranno di raggiungere la sostenibilità finanziaria e lasceranno più ampio margine di manovra alle politiche monetarie. E ancora, potranno rafforzare la fiducia".

Il ritmo delle riforme, riconosce l'Ocse, è stato già "particolarmente sostenuto in quei Paesi della zona euro che beneficiano di programmi di assistenza finanziaria o che sono direttamente esposti a pressioni dei mercati (Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna), anche in settori politicamente sensibili, quali la regolamentazione del mercato del lavoro e i sistemi di protezione sociale". E gli stesso Paesi stanno poi attuando "notevoli" programmi di risanamento fiscale.

Lo sforzo deve continuare - Tuttavia lo sforzo deve continuare, sia in Eurolandia sia nei Brics (Brasile, Rusia, India e Cina) o negli Stati Uniti. "Per realizzare l'obiettivo di una crescita più forte e più equilibrata, nell'Eurozona e nel resto del mondo - scrive Pier Carlo Padoan, vicesegretario generale e capo economist dell'Ocse - occorre continuare l'azione intrapresa sulle priorità di politica strutturale sia nei Paesi che registrano un deficit sia in quelli che vantano un'eccedenza della bilancia commerciale".

"La motivazione per accelerare e intensificare gli sforzi per le riforme - riprende - supera la necessità di ridurre in modo sostenibile gli squilibri. Molti Paesi dell'Ocse affrontano dure sfide a livello nazionale, prima fra tutte probabilmente quella di risolvere i problemi del mercato del lavoro ereditati dalla crisi".

Servono nuove politiche sociali - Il rischio è quello di vedere "una percentuale considerevole di giovani allontanarsi dal mercato del lavoro, con conseguenze sociali disastrose e effetti quantificabili sul potenziale futuro di crescita". Per questo è necessario "rafforzare e ridefinire le politiche sociali e le politiche attive del lavoro per assorbire adeguatamente l'impatto della perdita di posti sul breve termine, facilitando allo stesso tempo il reinserimento nel mondo del lavoro e riducendo la disoccupazione prima che diventi cronica. Questo è in particolare il caso di molti Paesi europei, dove il tasso di disoccupazione rimane al di sopra dei livelli antecedenti alla crisi e dove tali misure dovrebbero far parte di un insieme di riforme tese a ridurre le barriere alla creazione di posti di lavoro, all'assunzione e alla mobilità, accompagnate da migliori incentivi a occupare un posto di lavoro".

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