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Istat: Pil in rosso, siamo in recessione Renzi: "Serve coraggio, invertire rotta"

Nel trimestre aprile-giugno il Prodotto interno lordo segna il secondo calo congiunturale consecutivo. La Borsa reagisce male e chiude a -2,7%. Il premier alla maggioranza: "Dipende tutto da noi"

- Il Pil dell'Italia nel secondo trimestre 2014 risulta ancora negativo, scendendo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, quando aveva segnato un calo dello 0,1%. Su base annua, invece, la flessione risulta pari allo 0,3%, come rileva l'Istat nella stima preliminare. Il segno negativo per due trimestri consecutivi implica che il nostro Paese si trova in recessione tecnica. Renzi alla maggioranza: "Invertire rotta, dipende tutto da noi".

L'ultimo dato positivo del Pil risale al quarto trimestre del 2013, quando era stata interrotta una striscia di segni meno lunga più di 2 anni. Il livello toccato dal Pil risulta essere il più basso dal secondo trimestre del 2000, ovvero da 14 anni.

Il premier: "Coraggio per uscire dalla crisi" - "In queste ore i dati negativi sulla crescita non devono portarci alla solita difesa d'ufficio. Dobbiamo avere il coraggio e la voglia di guardare la realtà: l'Italia ha tutto per farcela e per uscire dalla crisi. Ma deve cambiare". Matteo Renzi, in una lettera ai parlamentari della maggioranza sui mille giorni, commenta così i dati diffusi dall'Istat.

"Nel 2012 abbiamo fatto meno 2,4%. Nel 2013 abbiamo fatto meno 1,6%. Nei primi sei mesi siamo a meno 0,3%. Dobbiamo invertire la rotta. Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese. I "MilleGiorni" sono la concreta possibilità di far ripartire la speranza e la crescita", aggiunge il presidente del Consiglio.

Delrio: la direzione è quella giusta - Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, commenta i dati sul Pil: "La direzione è senza'altro quella giusta, poi bisogna valutare sempre con quanta forza si riesca a mettere in campo le misure. Questi dati aiutano a lavorare con più energia, più decisione sulla strada degli investimenti e della crescita, anche se anche in tutta Europa la ripresa è un po' più lenta".

Poletti assicura: "Nessuna manovra aggiuntiva" - "Non credo che ci sarà una manovra aggiuntiva", ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, soggiungendo che "anche Padoan l'ha escluso. Nella legge di stabilità 2015 dovremo fare i conti con questa situazione, ma anche a livello europeo dobbiamo insistere sulla crescita". E ancora: "Questo pone l'esigenza per noi di dare continuità e accelerare le riforme". Il ministro ha inoltre ribadito che "non cambiano le priorità della crescita e dello sviluppo".

Piazza Affari reagisce male: -2,7% - Chiusura negativa per la Borsa di Milano, che in un giorno brucia 12,81 miliardi di euro. A Piazza Affari il Ftse Mib cede il 2,7% a 19.509,84 punti mentre l'indice Ftse All Share cala del 2,62% a 20.705,95 punti. Male i bancari con Banca Popolare di Milano che perde l'8,29% e Monte dei Paschi di Siena il 5,94%. Ancora in calo Fiat sulle ipotesi di esercizio dei diritti di recesso sulla fusione con Chrysler: il titolo del Lingotto chiude a -5,55%.

Pil: nullo contributo domanda interna - Il ribasso del Prodotto interno lordo nel secondo trimestre sembra risentire dell'indebolimento della spinta da fuori confine. Dal lato della domanda, spiega infatti l'Istat, il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale, al lordo delle scorte, risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.

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