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Picasso e l'amore per l'arte primitiva: "La metamorfosi della figura" in mostra al Mudec

Fino al 30 giugno, una selezione di 40 opere dell'artista dialogano con un corpus di fonti antiche e reperti archeologici ed etnografici fornendo una nuova chiave di lettura del suo lavoro

Fotogallery - "Picasso. La metamorfosi della figura", la mostra al Mudec

Nel corso di tutta la sua vita, Pablo Picasso ha sempre mostrato un profondo rispetto per le manifestazioni artistiche di altre culture e di altri tempi.

Più di ogni artista della sua generazione ha saputo comprenderle e reinventarle per dare un impulso e un nuovo percorso di esplorazione all'arte universale. Nella mostra "Picasso. La metamorfosi della figura", al Mudec di Milano fino al 30 giugno 2024, le opere giovanili fino alle più tarde mettono in luce questo suo amore per l'arte "primitiva", fornendo una nuova chiave per leggere la produzione dell'artista spagnolo.

 

 

Il progetto espositivo

  Un grande progetto espositivo, appositamente pensato per essere ospitato nel cuore del Museo, che chiude idealmente un lungo 2023 di celebrazioni del 50° anniversario della morte di Pablo Picasso. L’esposizione, curata da Malén Gual, conservatrice onoraria del Museo Picasso di Barcellona insieme a Ricardo Ostalé, ospita oltre quaranta opere dell'artista spagnolo, tra dipinti e sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori del preziosissimo Quaderno n. 7, concesso per la mostra dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso - Museo Casa Natal di Malaga. Con la mostra torna al Mudec, dopo anni, la Femme nue del Museo del Novecento di Milano, meraviglioso dipinto che fu fondamentale preludio al capolavoro Les Demoiselles d’Avignon. La selezione della produzione esposte dialogano con un corpus di fonti antiche e reperti archeologici ed etnografici, guardando al primitivo per spiegare come l’opera di Picasso abbia affondato le sue radici nel passato, ma anche al presente per fornire una chiave di lettura della evoluzione della pittura contemporanea.

 

Le sezioni della mostra

  La mostra "Picasso. La metamorfosi della figura" si articola in 5 senzioni seguendo un percorso in parte cronologico, lungo il fil rouge della ricerca e dello studio della forma. L'esposizione si apre con una selezione di opere realizzate nel 1906 sotto l'influenza di altre culture, come quella egizia, iberica e l'arte tribale, chiamata in quel periodo "arte nera". Si prosegue con i 26 disegni del quaderno n. 7 di Les Demoiselles d'Avignon e il magnifico dipinto Femme Nue, che sono il fulcro della sezione e cuore dell’intero percorso espositivo. E' presente anche un multimediale con immagini di disegni appartenenti ad altri quaderni, direttamente collegati a Les Demoiselles. La terza sezione è dedicata ai cubismi ed è possibile ammirare alcune figure realizzate dal 1908 al 1917. In questo periodo l'apprezzamento dei contributi artistici delle culture extraeuropee portò Picasso a collezionare statue, maschere e altri oggetti provenienti dall’Africa e all’Oceania. La lezione dell'arte tribale assumeva così tutto il suo significato, confermando il Cubismo come un vero "realismo concettuale", secondo la forma rivendicata dagli artisti. La quarta sezione, che copre il periodo tra gli anni Venti e la Seconda Guerra Mondiale, svela la permanenza nell'opera di Picasso degli stilemi ereditati dall'arte dei popoli africani. Nella sezione conclusiva sono esposte le opere che Picasso ha realizzato tra il 1930 e il 1970. In questo periodo l'artista giunge all'essenza, alla magia della forma, che ha sempre cercato di afferrare. Qui trovano spazio opere distanti dalla rappresentazione geometrica, molto più morbide. Non sono incluse opere africane, poiché Picasso non si riflette in esse, ma è giunto all'essenza, alla magia che ha sempre cercato di afferrare partendo dall’amore per queste opere d’arte. Chiude l'esposizione un'ulteriore sezione dedicata a evidenziare l'importanza che gli artisti africani  contemporanei attribuiscono all'artista andaluso. Sono esposte opere di artisti come il beninese Romuald Hazoumè, il mozambichiano Gonçalo Mabunda e il congolese Cheri Samba, che dimostrano il riconoscimento di Picasso come il principale interprete dei fondamenti espressivi del continente africano.

 

La Mostra "Picasso. La metamorfosi della figura" è prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, con Fondazione Deloitte come Institutional Partner della mostra e che vede il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Istituto Cervantes di Milano.

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