Il libro di Gian Paolo Serino restituisce alla modernità tutti i talenti dello scrittore de "La vita agra"
© ufficio-stampa
Fu un vero intellettuale, ma anche un vero guru metropolitano, capace di anticipare i tempi e di capire dove sarebbe andata la Milano del dopoguerra, uno scrittore e uno scopritore di talenti: Luciano Bianciardi fu tutte queste cose e molte di più. Il volume "Il precario esistenziale" di Luciano Bianciardi restituisce le innumerevoli facce di questo personaggio: Luciano Bianciardi che anticipa il pensiero di Umberto Eco passaggio per passaggio, ma senza essere apocalittico e soprattutto integrato.
Il Luciano Bianciardi che sul finire degli anni Cinquanta, in pieno boom economico, anticipa gli "Scritti Corsari" di Pier Paolo Pasolini. Il Luciano Bianciardi che “ruba” - da un ignoto scrittore irlandese che ha tradotto - la trama del libro che gli diede il successo: "La vita agra". Il Luciano Bianciardi che ha raccontato i primi segnali della tivù del dolore, che ha scoperto Enzo Jannacci e che ha intuito la vera “voce” mediatica di Adriano Celentano.
Il Luciano Bianciardi che ci racconta come siamo oggi, ma sessant'anni fa. Con una scrittura narrativa di una modernità che fa impallidire molti degli scrittori e lettori contemporanei. Il Luciano Bianciardi che ha compreso come in un mondo in cui tutto progredisce, nessuno progredisce veramente.
Luciano Bianciardi – Il precario esistenziale
a cura di Gian Paolo Serino
pp. 160 euro 7.90
Edizioni Clichy – in libreria dal 29 gennaio
Leggi un capitolo del libro. Se non visualizzi il testo, clicca qui.