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Se la galleria è una kebabberia: a Roma una mostra che sfida le convenzioni

"Galleria" fa davvero rima con "kebabberia". Un ristorante da asporto nel quartiere romano del Pigneto ha ospitato per una sera, lʼ8 febbraio, una selezione di fotografie che documentano lʼopera di 10 esponenti dellʼarte pubblica internazionale. Si trattava di Francesco Garbelli (Italia), Markus Butkereit (Germania), Harmen De Hoop (Olanda), Brad Downey (Stati Uniti), Julien Fargetton (Francia), Helmut Smits (Olanda), Spy (Spagna), Mathieu Tremblin (Francia), Vladimir Turner (Repubblica Ceca) e The WA (Francia).
Curatori dellʼevento: Biancoshock, Elfo e Rub Kandy. Il primo, di cui non si conosce la vera identità, ha fatto molto parlare di sé con installazioni effimere come i provocatori tombini arredati per senzatetto.
"Il kebab – spiegano i curatori – è stato scelto in quanto luogo dove si incontrano persone di culture, nazionalità ed estrazioni sociali differenti, presente e riconoscibile in ogni parte del mondo". E sugli artisti: "pur essendo imparentati con la street art, portano avanti una ricerca non pittorica, fatta di pratiche installative, di happening, di interventi che interrogano lo spazio pubblico prima ancora di decorarlo".

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"Galleria" fa davvero rima con "kebabberia". Un ristorante da asporto nel quartiere romano del Pigneto ha ospitato per una sera, l'8 febbraio, una selezione di fotografie che documentano l'opera di 10 esponenti dell'arte pubblica internazionale. Si trattava di Francesco Garbelli (Italia), Markus Butkereit (Germania), Harmen De Hoop (Olanda), Brad Downey (Stati Uniti), Julien Fargetton (Francia), Helmut Smits (Olanda), Spy (Spagna), Mathieu Tremblin (Francia), Vladimir Turner (Repubblica Ceca) e The WA (Francia).
Curatori dell'evento: Biancoshock, Elfo e Rub Kandy. Il primo, di cui non si conosce la vera identità, ha fatto molto parlare di sé con installazioni effimere come i provocatori tombini arredati per senzatetto.
"Il kebab – spiegano i curatori – è stato scelto in quanto luogo dove si incontrano persone di culture, nazionalità ed estrazioni sociali differenti, presente e riconoscibile in ogni parte del mondo". E sugli artisti: "pur essendo imparentati con la street art, portano avanti una ricerca non pittorica, fatta di pratiche installative, di happening, di interventi che interrogano lo spazio pubblico prima ancora di decorarlo".