ancora un mistero

C'è un cane nascosto nella "Vergine delle rocce"? Studiosi spaccati

L'ultima rivelazione sulla tela di Leonardo da Vinci conservata al museo del Louvre divide gli esperti di storia dell'arte

06 Mar 2017 - 11:36

Ci sarebbe un cane con guinzaglio sotto la selva che sovrasta le figure umane nella "Vergine delle Rocce", capolavoro di Leonardo custodito al Louvre di Parigi. Ad annunciare la scoperta è Silvano Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, per il quale "quel cane è l'atto di accusa di Leonardo Da Vinci contro la corruzione del Papato dell'epoca". A dare un senso all'immagine ritrovata, spiega ancora Vinceti, sono i concetti espressi dallo stesso Leonardo nel suo Trattato di Pittura.

Ma non tutti gli esperti di storia dell'arte sono concordi con questa interpretazione della tela. Lo studioso Riccardo Magnani, in particolare, sostiene che la notizia sia totalmente priva di fondamento. Tre i motivi che Magnani adduce a sostegno della sua tesi:

"Il primo è che di cani in quella tela ne “riaffiorano” diversi e sono visibili a occhio nudo senza alcun tipo di tecnologia innovativa, composizioni e scomposizioni di sorta.

In secondo luogo Leonardo cresce nel solco del neoplatonismo fiorentino di Marsilio Ficino, erede dell’influenza culturale importata in Europa da Gemisto Pletone, giunto a Firenze nel 1438 in occasione del Concilio che doveva riunificare la Chiesa d’Oriente con quella d’Occidente; Leonardo aveva un legame di sangue con la famiglia de’ Medici (è falsa la storiella del notaio di Vinci e della schiava Caterina) e chiamava il suo collaboratore Tommaso Masini (quello che precipitò nel primo tentativo di volo) Zoroastro; per questi e moltissimi altri motivi, Leonardo era tutto tranne che profondamente religioso, e l’ipotesi che il cane al guinzaglio stia a elevare un’accusa verso il Papato è totalmente risibile, oltre che infondata.

Infine la Vergine delle Rocce ha moltissime altre particolarità, molto più importanti e significative che non la presenza di cani che “riaffiorano” sotto lo strato pittorico. La Vergine delle Rocce (che è realmente ambientata in una grotta che si trova alle pendici del Monte San Martino di Lecco), aveva una postura originaria diversa da quella che oggi noi possiamo osservare al Louvre, tanto che ancora oggi è riconoscibilissimo un terzo braccio che nelle intenzioni doveva servire a tenere un bambino in braccio".

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