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Bronzi, monete, altari: a S. Casciano dei Bagni (Siena) scoperto un tesoro romano unico

Gli scavi stanno restituendo il perimetro di un santuario etrusco e poi romano e numerose offerte votive

Bronzi, monete, altari: a S. Casciano dei Bagni (Siena) scoperto un tesoro romano unico 

Piscine termali in uno scenario mozzafiato con terrazze digradanti, fontane, giochi d'acqua.

A

San Casciano dei Bagni (Siena)

gli scavi stanno restituendo il perimetro di un

santuario etrusco e poi romano

, incredibilmente grande e fastoso. E dall'acqua, spiega l'archeologo Jacopo Tabolli, è appena emerso un incredibile

tesoro di offerte votive

. "Unico in Italia e nel Mediterraneo antico", una scoperta "eccezionale", commenta il ministro Franceschini, che insieme al dg musei Osanna annuncia l'apertura nel borgo di un museo dedicato al Bagno Grande.

 



 


La maestosità del santuario -

La vera sorpresa dello scavo di San Casciano dei Bagni è data dalla scoperta delle reali dimensioni del santuario, che era stato degli etruschi e che i romani nei primi secoli dell'impero vollero rifondare rendendolo monumentale. Eccezionale al punto da ordinare alla zecca il conio di un tesoro di sfavillanti monete in argento, oricalco e bronzo destinate forse proprio alle offerte dell'imperatore, per onorare quegli dei che dovevano vegliare sulla sua salute e su quella dei tanti notabili romani pronti ad affrontare il viaggio verso questo luogo sacro.


 



I reperti venuti alla luce -

Le riprese dall'alto con il susseguirsi di marmi, strutture, e vasche di ogni forma e dimensione che emergono dal fango, sono emozionanti. Ma a stupire è anche la qualità e la rarità del tesoro di oggetti emersi in queste ultime settimane di scavo. Il più importante, dice Tabolli, è forse uno strabiliante utero in bronzo che risale agli anni tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'Impero romano: "Nei santuari etruschi e poi in quelli romani dedicati alla fertilità è frequente trovare uteri in terracotta, in bronzo sono rarissimi", fa notare il professore.


 


Senza contare le monete: "Oltre tremila e tutte di fresco conio" come ha documentato Giacomo Pardini, esperto dell'Università di Salerno. "Uscite dalla zecca di Roma e subito portate a San Casciano ad onorare la sacralità del luogo e molto probabilmente i suoi momenti fondativi", ragiona Tabolli. Meraviglie a cui si aggiungono splendidi altari scolpiti nel travertino locale.


 


Un museo ad hoc -

Il ministro della Cultura Franceschini applaude: "Una scoperta davvero eccezionale che conferma l'importanza di questo scavo e del lavoro egregio portato avanti in questi anni", commenta, mentre il dg musei, Massimo Osanna annuncia che ci sono già i fondi per dare vita a San Casciano ad un museo interamente dedicato alle scoperte del Bagno Grande: "Lo apriremo in un palazzo cinquecentesco del centro storico - anticipa Osanna - per allestirlo con i reperti già scavati e quelli che arriveranno". 


 


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