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“Le lenzuola del potere”, una bella storia italiana

Michele Cascavilla con Roberto Alessi racconta le tappe di "Lenzuolissimi", un brand di successo. La prefazione è di Silvio Berlusconi

“Le lenzuola del potere”, una bella storia italiana

"Questo libro racconta una bella storia. La storia di un uomo del fare che in Italia sceglie un mestiere difficile ed entusiasmante, quello di creare un'impresa". È con queste parole che Silvio Berlusconi omaggia in prefazione "Le lenzuola del potere" (Armando Curcio Editore), il romanzo scritto da Michele Cascavilla, fondatore del brand "Lenzuolissimi", con il direttore di Novella 2000 e Visto Roberto Alessi. Pagina dopo pagina, l'autore e imprenditore svela i sogni, le imprese, le ambizioni, le illusioni e le vittorie che lo hanno portato, alla fine, a poter dire "ce l'ho fatta". 

Michele, da dove è nata l'idea di scrivere questo libro?
Dal voler dimostrare ai giovani italiani che c'è ancora possibilità di fare impresa, e non solo nell'ambito della moda.

Di cosa parla?
Racconta principalmente la mia storia imprenditoriale, ma non solo. Si parla anche di amori, vita privata, di storie divertenti che raccontano aneddoti sui miei clienti e del successo del marchio da me fondato, "Lenzuolissimi". Ho voluto ricordare in particolare un'esperienza per me importantissima, il G8 dell'Aquila. In quell'occasione, oltre a "rimboccare" le coperte al presidente Obama (l'azienda ha fornito le lenzuola a tutti i capi di Stato, ndr) ho conosciuto anche Silvio Berlusconi, allora premier alla guida del vertice. A lui devo tanto, è stato per me un punto di riferimento.

E' per questo motivo che la prefazione del romanzo porta la sua firma?
Assolutamente sì. Sono felicissimo per questo "regalo": è stato un gesto d'amore verso le persone e verso il Paese. E' stato molto gentile ad accettare di scrivere queste righe di introduzione, a prestare attenzione verso la mia storia e il mio lavoro.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere agli altri imprenditori?
Di non mollare mai, di non perdere l'entusiasmo. Sebbene esistano tante difficoltà nel nostro Paese, bisogna continuare a tutelare il made in Italy. Non a caso ci sono le lenzuola tricolore in copertina.

Il libro sarà inizialmente in vendita sulle piattaforme web di Amazon e Curciostore, mentre all’inizio del 2017 arriverà in libreria. I due autori devolveranno in beneficenza il ricavato delle vendite a loro spettante.

Ecco di seguito la prefazione di Silvio Berlusconi a "Le lenzuola del potere":

"Questo libro racconta una bella storia. La storia di un imprenditore, di un uomo del fare, di una persona coraggiosa che in Italia sceglie un mestiere difficile ed entusiasmante, quello di creare un’impresa. La sua storia, le sue parole, mi ricordano un altro giovane imprenditore, che operava nella Milano degli anni 60, non nel tessile ma nell’edilizia, e che aveva un sogno: costruire delle case, dei quartieri, un’intera città che non fosse solo un tetto sulla testa delle persone, che diventasse un luogo bello, accogliente, pieno di verde, di servizi, di spazi per i bambini e gli anziani. Quel giovane si vide chiudere parecchie porte, altre riuscì ad aprirle ricorrendo a tutta la sua determinazione, ad un po’ di improvvisazione e di faccia tosta, ad una certa necessaria dose di fortuna.

Quel giovane naturalmente ero io. Ricordo benissimo, come se fosse oggi, l’ansia prima di un appuntamento con un potenziale finanziatore, o con un potenziale cliente. Ricordo la soddisfazione, che non è solo economica, nel vedere le mie idee realizzarsi ed avere successo. La storia di Michele Cascavilla è una storia di questo tipo. E’ la storia di un uomo che crede in quello che fa, crede nella qualità del prodotto e del lavoro, che mette le sue energie e le sue capacità al servizio di un’impresa,con intelligenza e con spirito di sacrificio. Impresa significa investimenti, posti di lavoro, denaro che circola, produzione di ricchezza per tutti, non solo per l’imprenditore. Molti imprenditori anzi rinunciano ad ogni piacere che potrebbero trarre dal denaro, perché lo scopo del loro agire non è il denaro ma l’azienda. Sono queste donne e questi uomini che fanno grande il nostro paese, nonostante tutte le difficoltà che rendono spesso eroico il tentativo di fare impresa in Italia. Sono queste aziende che fanno del Made in Italy un brand di assoluta eccellenza proprio nel campo delle cose belle, dei prodotti di qualità, tessuti, moda, arredamento, enogastronomia, design. Fare impresa in Italia significa scontrarsi ogni giorno con problemi fin troppo noti, dalle infrastrutture carenti a una pressione fiscale esorbitante, dalla burocrazia che soffoca alla giustizia inefficiente e spesso arbitraria, dal costo del lavoro a un sindacato spesso miope e poco collaborativo.

Ma significa anche credere in un paese meraviglioso, capace di realizzare cose straordinarie, significa trovare i migliori collaboratori del mondo, significa attingere ad un patrimonio di stile, di creatività, di tradizione senza uguali, significa avere fiducia in paese che è capace di fare cose straordinarie in momenti straordinari. Per questo mi piace ricordare che Cascavilla, non ancora imprenditore, all’epoca manager di un marchio prestigioso, ebbe una parte in un momento drammatico ma anche straordinario della storia del nostro paese e dei miei governi: partecipò alla scommessa di allestire in pochi giorni, all’Aquila sconvolta dal terremoto, il G8, grazie al quale i potenti della terra videro con i loro occhi il disastro, e si impegnarono a collaborare alla ricostruzione. I riflettori del mondo intero in quell’occasione si accesero sul martirio della città abruzzese e del suo territorio. All’Aquila - nell’allestire a tempo di record le strutture per il G8 e poi nel fornire una casa dignitosa e sicura a chi l’aveva persa - il nostro paese ha compiuto un’impresa eccezionale. Sono molto orgoglioso di aver guidatoquesta impresa come Presidente del Consiglio, e sono grato a tutti coloro che hanno collaborato a renderla possibile. Michele Cascavilla è una di queste persone. Questa prefazione è anche un modo per dirgli grazie".

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