SOSTA GUSTOSA

Dove mangiare a Milano durante la Design Week 2024

Consigli e idee su dove fermarsi a mangiare nella settimana più frenetica dell’anno

15 Apr 2024 - 07:00
1 di 11
© Ufficio stampa  | Eggs - Il Gioco dell'Ova© Ufficio stampa  | Eggs - Il Gioco dell'Ova© Ufficio stampa  | Eggs - Il Gioco dell'Ova© Ufficio stampa  | Eggs - Il Gioco dell'Ova

© Ufficio stampa | Eggs - Il Gioco dell'Ova

© Ufficio stampa | Eggs - Il Gioco dell'Ova

Il capoluogo lombardo si prepara ad accogliere l’edizione 2024 della Milano Design Week, l’appuntamento più importante a livello mondiale del settore design, che quest’anno si svolge dal 19 aprile al 27 aprile, in concomitanza con la 62esima edizione del Salone del Mobile, in programma dal 16 al 21 aprile 2024.

Eventi, installazioni, feste, iniziative culturali: il mondo del design è in fermento per uno degli eventi più attesi dell’anno. Ma tra un appuntamento e l’altro, nella frenesia della manifestazione milanese, dove fermarsi a mangiare per una pausa pranzo, una cena o semplicemente uno spuntino? Ecco i nostri consigli su ristoranti, bistrot e locali di nuova apertura, per una sosta ristoratrice godendo di un ottimo piatto.

Per una sosta a pranzo o a cena

CreDa, la Gastronomia Popolare

Il nuovo progetto di Gastronomia Popolare nasce dall’acronimo dei nomi dei due chef Crescenzo Morlando e Dario Pisani ed è situato in zona Porta Romana. Il banco gastronomia propone ogni giorno ricette simbolo della cucina partenopea: Parmigiana di melanzaneFriarielli ripassati, Polpette al ragù e tanto altro. È anche possibile gustare i piatti preparati direttamente dalla cucina: Pasta e patate, Aglio olio peperoncino e peperone crusco e il Baccalà maritato, che rievoca l’iconica zuppa dove ingredienti da sapori contrastanti si uniscono in un connubio perfetto. Non mancano i dolci: tiramisù, pastiera e la torta Mi Creda” con cioccolato fondente e amarene, simbolo della famiglia Morlando.

Le uova di Eggs

È arrivato anche a Milano, in via Solferino, il ristorante che ha rivoluzionato Roma con il suo menu a base di uova, elaborato dalla chef Barbara Agosti. Premiato dalle più importanti guide gastronomiche, dalla Guida dell’Espresso alla Guide du Routard, il menu comprende i piatti forti della sede romana, dal Gioco dell’Ova, degustazione di sei gusci d’uovo con abbinamenti insoliti, allo Strapazzo, la rivoluzionaria Carbonara da passeggio, fino alla Carta delle Carbonare, con diverse variazioni che vanno dalla Classica all’arancione (con la zucca), alla Verde (con carciofi o broccoli) fino alla Carbonara 1954, nome che deriva dalla prima ricetta pubblicata in Italia. Tra i piatti che omaggiano Milano c’è il Roma-Milano, un supplì con risotto alla milanese e ossobuco, mentre tra i dessert impossibile non assaggiare il Tiramisù Zum, l’Ovosodo o la Carbodolce.

La “nuova” Osteria di Brera

Finalmente, l’attesa è finita: la storica insegna di Brera riapre le porte con una veste moderna e pop, in una nuova location in via San Marco. Nata nel 2010 per volontà di Enrico Forti come "locale di pesce fresco" con un focus sulle crudités, per 10 anni è stata il luogo di ritrovo degli appassionati di pesce di prima qualità. Non mancano i super classici della cucina meneghina come la Cotoletta alla milanese nel burro chiarificato, il Risotto giallo e l’Ossobuco di vitello in gremolada. 

Creatività e filiera corta da Cerere

Di recente apertura in via della Moscova, Cerere - Cibo dalla Terra pone l’attenzione sulla qualità dei prodotti e sull'utilizzo responsabile degli alimenti, al fine di evitare gli sprechi. Gli ingredienti seguono il principio “farm to fork”, con frutta e verdura raccolti nell’orto della proprietà, pane, pasta, conserve e fermentati fatti in casa e olio proveniente dagli ulivi cilentani. Il pesce è solo pescato all’amo e la carne deriva da allevamenti etici e sostenibili. Per un pranzo salutare, la proposta di Cerere comprende piatti come Uovo poché, Fregola dell’orto o Brisket di manzo e insalatina coleslaw. Alla sera, la carta della cena comprende dalla Tagliatella ripiena di ragù di cortile, clorofilla di prezzemolo, jus e zafferano, al Risotto mantecato in crema di scarola, burro acido, aioli e liquirizia fino alla Tartare di asino, con pecorino, mandarino e carciofi fermentati.

La cucina cantonese di Ba Restaurant

Il ristorante di Marco Liu propone l’autentica tradizione cantonese reinterpretata in chiave contemporanea. Un viaggio gustativo nel profondo oriente, mantenendo le tecniche di cucina tradizionali e i sapori esotici. L’intera esperienza sensoriale è rinforzata dalla location elegante ispirata ai simbolismi orientali più noti e dalla cucina a vista. Si possono assaggiare dalla Selezione di ravioli Dim Sum al Salmone marinato, salsa alla soia e lime, zest di lime e passion fruit fino al Controfiletto di Wagyu di Ozaki alla carbonella. 

Clotilde Brera, charme rétro e alta gastronomia d’autore

Un salotto, nel cuore della Vecchia Milano, in grado di coniugare location dall’indubbia personalità e fine dining d’autore, con una romantica terrazza con vista su piazza San Marco. Clotilde Brera è una dedica al bon vivre che porta in scena l’alta gastronomia d’autore in un ambiente eccentri-chic. Lo chef Domenico Della Salandra porta in tavola una cucina sincera, con piatti legati a doppio filo alla stagionalità dei prodotti, contemporanea ma autentica. Le proposte dello chef comprendono dal Baccalà, lattughino in infusione e erbe al limone, al Raviolo, coda di bue e porcini, fino alla Terrina di zucca, saor e aceto balsamico. Ma non solo: in carta anche una selezione di piatti che ripropone ricette autentiche della tradizione milanese: dal Risotto alla milanese alla Cotoletta di vitello fino all’Ossobuco e patate schiacciate.

La rivoluzione giapponese di Domo’ Sushi Milano

Il progetto nasce con l’acquisizione dell’Ex Museo dei Navigli, e una proposta di cucina giapponese che accompagna gli ospiti in un viaggio culinario senza confini. Domo’ elimina i confini del menu degustazione o della carta classica, introducendo l’ordinazione in “blocchi di 10 piatti per commensale, da condividere in tavola come fossero piccole monoporzioni gastronomiche. Si spazia dai classici edamame (lisci, speziati o con tartufo) ai gyoza (crispy, niku, ebi o yasai); si assaggiano i morbidi bun ripieni di pollo o wagyu, o la tako-su, insalata di polpo e basilico, si assaporano nigiri con Patanegra, o nigiri aburi. E ancora i roll con burrata e gamberi di Mazara, oppure con avocado e nachos tex-mex, i maki nikkei e quelli tiki, fino al tataki di manzo con puntarelle e capperi. Il tutto accompagnato da un Mistery Cocktail.

Lo street food siciliano de I Compari

Per una ricarica istantanea dai frenetici ritmi della Design Week, il messinese doc Tommaso Cannata de I Compari propone antichi grani siciliani, uno sfiziosissimo street food da gustare rigorosamente con le mani sul posto o passeggiando. Tra le proposte ci sono anche dolci siciliani e granite ai gelsi, al caffè, al pistacchio, al limone, alla mandorla, con o senza panna.

Per una sosta dolce

Oro Nero e l’Enfant Prodige dei lievitati Lorenzo Erasmi

Oro Nero è la nuova pasticceria del giovane pastry chef 26enne Lorenzo Erasmi, chiamata così in onore della vaniglia impiegata in due tipologie, del Madagascar e di Tahiti, entrambe biologiche, che ha conquistato la sua prima Torta nella Guida Pasticceri & Pasticcerie 2024 del Gambero Rosso. Una pasticceria “su misura”: la filosofia che guida Lorenzo, infatti, è la preparazione su richiesta del cliente. Dalla colazione, con croissant, pain au chocolat, pain aux raisins, treccia alle mele e bomboloni, alle torte come la Saint Honoré, la Mimosa, la Chantilly o la Cioccolato e Lampone. Ideale anche per un aperitivo, personalizzato con proposte salate preparate in laboratorio che accompagnano cocktail, bollicine dalla Franciacorta e Champagne.

Di Indira Fassioni

Commenti (0)

Disclaimer
Inizia la discussione
0/300 caratteri