La petizione online

Tartarughe marine in pericolo a Linosa, il centro: "Aiutateci a riaprire, anche la popolazione lo vuole"

Una serie di cavilli burocratici ha fatto saltare per questa stagione il monitoraggio dei nidi di Caretta Caretta sull'isola da parte dell'associazione che se ne occupa dal 1995. A rischio pure l'economia locale

di Gabriella Persiani
14 Lug 2018 - 13:34

Stagione persa, per le tartarughe marine e per l'economia di Linosa. Una serie di cavilli burocratici a livello ministeriale e comunale di fatto ha impedito a Hydrosphera Onlus di monitorare e preservare anche quest'anno, come fa ufficialmente dal 1995, la schiusa dei nidi di Caretta Caretta che sceglie la sabbia nera dell'isola per riprodursi. Da qui arriva la petizione online rivolta al sindaco Salvatore Martello dal Centro Recupero Tartarughe Marine di Linosa, fondato e gestito dall'associazione stessa con il sostegno della popolazione locale. "Aiutateci a tornare almeno nel 2019, - è l'appello che fa a Tgcom24 il naturalista Stefano Nannarelli a capo dell'organizzazione, - per il bene delle tartarughe e dell'intera isola".

"Le chiavi del centro che ci erano state date nel 1995 e che dal 2000 erano passate a un'altra associazione che aveva i locali in comodato d'uso lasciandoci operare sono state riconsegnate al Comune - racconta Nannarelli. - Il centro da noi fondato è oggi chiuso e la spiaggia non è monitorata dallo scorso gennaio, se non da volontari reclutati al momento e pertanto senza i requisiti che noi, con i nostri esperti, possiamo vantare, peraltro senza gravare sul Comune: è una situazione inspiegabile".

Una situazione inspiegabile, dunque, per i protagonisti e non poco complicata, perché si perde nei meandri del Ministero dell'Ambiente, del Comune e dell'Area Marina Protetta. Il risultato è che le tartarughe marine di Linosa sono in pericolo.

"La tutela e la salvaguardia dei nidi, - si legge nella raccolta firme online, - deve essere svolta da personale competente, che sappia bene come mettere in sicurezza l'area e le uova stesse, creando le condizioni idonee alla deposizione da parte delle femmine. Inoltre, gli animali trovati in difficoltà in mare al momento, restano sprovvisti di una struttura di cura e ricovero. Non possiamo rimanere indifferenti".

Da qui la richiesta diretta al primo cittadino: "Hydrosphera, i cui membri hanno titoli ed esperienza ultraventennale, appoggiata anche dal Comitato cittadino 'Magnifica comunità di Linosa', che in più occasioni ha spiegato pubblicamente l'importanza di questa associazione anche per l'economia dell'isola, si è proposta più volte al sindaco per continuare le attività del Centro, peraltro senza oneri per l'amministrazione, ma ad oggi purtroppo, inutilmente. Chiediamo la riapertura del Centro con la gestione dell’associazione Hydrosphera, che oltre ad essere fondatrice della struttura, da ben 25 anni si occupa con competenza delle tartarughe, apportando benefici in termini di visibilità e turismo anche all'intera comunità. Perché la salvaguardia delle tartarughe non si può improvvisare".

Oltre 7mila le firme raccolte in quattro giorni. "Arrivare ora sarebbe troppo tardi sia per le nidificazioni, ormai in fase finale, e per la nostra organizzazione che si basa su autofinanziamenti e l'apporto di esperti volontari - afferma Nannarelli. - Questa stagione è perduta, anche se ci auguriamo che nuovi piccoli nascano. Abbiamo dedicato una vita a loro, ma a noi non è stato permesso di poter continuare a farlo per motivi finora ignoti, né siamo stati sostituiti da personale più valido e non improvvisato. Fateci tornare nel 2019, anche la popolazione lo vuole".

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