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Palermo, grazie a Facebook torna a casa il cane smarrito e accolto da un bar

La storia a lieto fine di un gestore di bar travolto dai contatti online dopo aver pubblicato la foto dellʼanimale che si era perso

"Non ho mai amato avere gli animali tra i piedi. Non amo i cani, non amo i gatti. Però. Però due giorni fa è entrato al bar un cane abbandonato, ha vagato un po’ per la sala e si è poi accucciato davanti all’ingresso, come a guardare il viavai di gente. Ho cercato più volte di portarlo fuori, di accompagnarlo verso l’uscita[...] È tornato stamattina, è un cane con la faccia buona, non abbaia, non disturba. È un cane triste. In altre circostanze, in altri momenti, l’avrei cacciato (ho pur sempre un bar e io il bar tendo sempre a privilegiarlo su qualsiasi altra cosa) ma non so come spiegarvelo, stavolta non va così". Comincia così il post che ha pubblicato sulla propria pagina Facebook Francesco Massaro, titolare di un bar di Palermo. La sua segnalazione sul cane disperso ha ricevuto in pochi giorni oltre 63mila like e più di 12mila condivisioni riuscendo a ritrovare i proprietari del solitario animale che aveva scelto il suo locale come nuova dimora.

È lo stesso Massaro a raccontare nel dettaglio il boom di contatti social che ha ricevuto inaspettatamente in questi giorni sul sito "Buttanissima" e sul "Giornale di Sicilia": "Ho raccontato una piccola storia. Non immaginavo certo l’uragano che avrebbe scatenato [...] Il mondo di Facebook che si riversa nel mondo reale, impadronendosene e fagocitandolo. L’universo di Facebook che mostra tutta la sua forza dirompente arrivando nelle nostre case e compiendo il Miracolo tanto atteso: grazie al tam tam i padroni hanno ritrovato il cane e vissero tutti felici e contenti. Si chiama Saki ed era scappato lunedì dalla villa in cui vive, impaurito dai tuoni e dai lampi di quella notte di bufera".

Ma la solidarietà per l'animale disperso è uscita dal perimetro social per entrare anche nella vita vera. Così prosegue Massaro: "Ieri mattina quando sono arrivato al bar c’era una piccola delegazione di donne che quando m’ha visto, non esagero, sono corse ad abbracciarmi. 'Veniamo apposta dall’altra parte della città per esprimerle la nostra stima e ammirazione'. E poi decine di messaggi privati, centinaia di richieste di amicizia, inviti a inaugurazioni di mostre e di canili, un’anima pia ha addirittura pensato che io potessi fare il moderatore a un convegno sul randagismo nelle Marche".

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