IL PORTAVOCE DI HAMAS

Chi era Abu Obeida, l'uomo "senza volto" ucciso dall'Idf

C'è anche la sua mano dietro alle beffarde scenografie che hanno accompagnato la liberazione degli ostaggi del 7 ottobre

di Paola Nurnberg
31 Ago 2025 - 19:47
01:32 

Israele ha dato conferma che Abu Obeida è effettivamente stato ucciso, ma di certo lui era un fantasma anche da vivo. Aveva cominciato a militare nelle brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas, nel 2002, quando aveva appena 17 anni, diventando presto un importante riferimento come portavoce dei miliziani. Nato a Gaza nel 1985, carismatico e poliglotta - i suoi comunicati erano scritti anche in ebraico e in inglese - era per molti l'uomo "senza volto", sempre nascosto sotto la kefiah come tutti gli altri combattenti.

Laureato in teologia, secondo la schedatura degli israeliani era Hudayfa Samir al Kahlout, ma come nome di battaglia aveva scelto di farsi chiamare come uno dei primi compagni di Maometto. Abu Obeida divenne noto dopo la cattura del soldato israeliano Gilad Shalit, rapito nel 2006 dopo essere rimasto ferito insieme ad altri militari e rilasciato solo cinque anni più tardi.   
  
Da sempre figura eterea ma onnipresente coi suoi proclami e comunicati e, in tempi recenti soprattutto sui social grazie alle nuove tecnologie, c'è la sua mano anche dietro alle beffarde scenografie che hanno accompagnato la liberazione degli ostaggi del 7 ottobre, e dietro al macabro rito delle bare velate di nero quando da restituire c'erano invece solo i corpi.

Considerato un leader, è sempre stato nel mirino di Israele. Dichiarato morto più volte, anche negli ultimi mesi, è sopravvissuto anche per la sua natura schiva, da animale notturno. La sua fine significa molto per il governo di Benjamin Netanyahu e un duro colpo per l'ala armata di Hamas, ormai accerchiata e fortemente ridimensionata.

Commenti (0)

Disclaimer
Inizia la discussione
0/300 caratteri