L'audizione del leader M5S

Conte in commissione Covid: "Depositato documento su mascherine sospette | Niente da nascondere, mai commesso illeciti"

"Ho sentito il dovere umano di render conto di ogni scelta fatta in un momento così complesso, senza scaricare responsabilità", ha dichiarato Conte

06 Ago 2026 - 18:49
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L'ex presidente del Consiglio e leader del M5S Giuseppe Conte ha tenuto la sua audizione nella commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dal Covid-19. A distanza di oltre sei anni dall'inizio dell'emergenza, si è tornati a parlare delle molte delle decisioni prese durante quel periodo. Decisioni che comunque non preoccupano Conte: "Non avevo nulla da nascondere, non ho nulla da nascondere, non ho fatto niente di illecito".

"Risponderò a tutte le domande"

 Conte ha iniziato a parlare intorno alle 15.30 della pandemia e del periodo pandemico. Il leader M5S ha dichiarato di non aver nulla da nascondere: "Non ho fatto nulla di illecito, risponderò a tutte le vostre domande ma ora dobbiamo ricostruire il filo collettivo di una strategia perseguita". Poi, in audizione davanti alla commissione Covid ha aggiunto: "Sono stati presentati oltre mille esposti nei miei confronti, collazionati dalla procura di Roma, e poi le indagini della procura di Bergamo. Ho risposte per ore a un pool di 4 pm, mentre cercavo di gestire uno dei momenti più bui della storia repubblicana. Non mi sono mai lamentato per queste indagini, non ho mai tentato di delegittimare i giudici titolari delle inchieste, alludendo a una loro presunta politicizzazione come spesso purtroppo capita di sentire adesso".

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Caso mascherine

 Il leader del M5S ha fatto inoltre riferimento al fatto di aver depositato alla Procura di Roma un documento anonimo su un carico di mascherine sospette: "Mi è venuto tra le mani in forma anonima e, appena pervenutomi con lettera anonima, e ho ritenuto che fosse degno di essere segnalato alla procura di Roma. Lunedì sono stato alla procura di Roma a consegnare questo documento che poi verrà allegato a questo verbale". Conte ha spiegato che questo documento riguarderebbe la consegna delle mascherine effettuata dalla società JC Electronics Italia, la stessa al centro di un contenzioso su una transazione da 100 milioni di euro con il governo Meloni.

"Il modello" di mascherine "di colli depositati non corrisponderebbe alla mascherina con efficacia filtrante e "avrebbe rappresentazione contraffatta del foglio di accompagnamento", ha evidenziato Conte, aggiungendo che "ci sarebbe la possibilità che siano stati consegnati 100 milioni di euro dello Stato a una società privata" per "mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate", ha continuato.

"Vite salvate"

 Nessun rimpianto. Conte ha difeso le sue decisioni: "Non mi considero un eroe, ho semplicemente fatto il mio dovere. Mi sono trovato dove dovevo, in prima linea, e ho fatto tutto ciò che dovevo anche se non posso essere certo di aver preso sempre la decisione giusta anche se ho agito con massimo scrupolo e in buona fede". L'importante, a suo dire, è che le misure adottate durante la pandemia hanno "salvato centinaia di migliaia di vite umane".

Sullo stato di emergenza

 In audizione davanti alla commissione Covid, Conte si è espresso anche sullo stato di emergenza imposto: "Il problema era molto semplice. L'indicazione dello stato di emergenza è prevista dal nostro codice di protezione civile. È una fonte innanzitutto normativa di grado primario e non secondario. E quindi la legittimità dello stato di emergenza è deliberata, vagliata dalla Corte Costituzionale. Massima garanzia". Poi ha aggiunto: "Quella dichiarazione dello stato di emergenza era assolutamente necessaria. Era il presupposto per attivate tutti i poteri e le facoltà in capo alla protezione civile per continuare nella rete di protezione della situazione emergenziale. Se non fosse stato prorogato crollava tutto. Altro che dittatura".

La risposta immediata di JC Electronics

 L'azienda JC Electronics ha risposto immediatamente ai commenti di Conte sulle mascherine sospette: "Il documento di cui parla Conte, pervenutogli in forma anonima, non è una novità: un documento di dieci pagine sulle mascherine Aoxing è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier dei militari della Struttura Commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura". La società ha inoltre ricordato che il tribunale di Roma, con sentenza n. 10918/2025 del 21 luglio 2025, rigettò la querela di falso proposta dall'Avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio e del ministero della Salute contro la certificazione delle mascherine Aoxing AX-KF95.

"Primi al mondo"

 Ancora relativamente allo stato di emergenza, Conte ha aggiunto: "L'Italia è stata il primo Paese al mondo, insieme a noi solo gli Usa, a dichiarare lo stato d'emergenza nazionale. Contestare un ritardo è privo di qualsiasi fondamento giuridico, logico".

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