Usa, l'Fbi: "L'attacco alla sinagoga di Detroit è stato ispirato da Hezbollah"
L'aggressore aveva affermato in un video di voler "uccidere il maggior numero" di persone. Suo fratello era un "comandante della milizia libanese"
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Ayman Ghazali, il 41enne che il 12 marzo aveva lanciato il suo pick-up contro una sinagoga nell'area di Detroit (Michigan), stava compiendo un attacco ispirato a Hezbollah. Lo ha affermato l'Fbi, come riportato dalle testate americane. Ghazali aveva realizzato un video prima dell'attacco al Temple of Israel, nella West Bloomfield Township, affermando di volere "uccidere il maggior numero possibile" di persone.
La pianificazione dell'attentato
La pianificazione dell'attacco era iniziata diversi giorni prima, ha riferito l'Fbi, intensificandosi in particolare a partire dal 9 marzo. Un'analisi dell'attività online di Ghazali, già relativa a gennaio, ha rivelato ripetute ricerche su testate media filo-Hezbollah e iraniane, nonché a video su sparatorie e munizioni. Dal 9 marzo, ha spiegato l'Fbi, l'aggressore ha seguito con estrema attenzione i discorsi e le dirette televisive del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, oltre alle notizie sulla fatwa iraniana, pronunciamento religioso basato sulla legge islamica che invocava una jihad contro le forze armate americane.
L'attacco alla sinagoga
L'uomo, originario del Libano e cittadino statunitense naturalizzato, è rimasto seduto nel parcheggio per alcune ore il giorno dell'attentato, prima di sfondare con il suo mezzo le porte e irrompere nel corridoio di un'area dedicata all'educazione della prima infanzia, investendo una guardia di sicurezza. Ghazali ha poi ingaggiato uno scontro a fuoco con un'altra guardia, prima di togliersi la vita con un colpo d'arma da fuoco.
"Ghazali era associato a terroristi noti o sospetti"
Nei giorni successivi all'attacco, i funzionari americani hanno riferito che il nome di Ghazali era negli archivi del governo federale come associato a "terroristi noti o sospetti" legati a Hezbollah, la milizia libanese sostenuta dall'Iran. Una settimana prima dell'attacco, alcuni membri della famiglia di Ghazali residenti in Libano, tra cui due fratelli, erano rimasti uccisi in un raid aereo, proprio mentre Stati Uniti e Israele entravano nella seconda settimana di conflitto con l'Iran.
"Uno dei suoi fratelli era un comandante di Hezbollah"
Le forze armate israeliane hanno dichiarato che uno dei fratelli dell'aggressore, Ibrahim Muhammad Ghazali, era un comandante di Hezbollah incaricato della gestione delle operazioni relative agli armamenti all'interno dell'unità Badr, gruppo satellite dell'Iran.
