Donald Trump valuta una stretta sulle esportazioni americane di diesel nel tentativo di aumentare la disponibilità di carburante negli Stati Uniti e contenerne il prezzo. L'ipotesi è al centro di un confronto alla Casa Bianca e, secondo il Financial Times, al presidente sono state presentate diverse possibilità d'intervento. Al momento non è stata presa alcuna decisione. La questione è diventate delicata in vista delle elezioni di metà mandato previste per novembre. Il diesel negli Stati Uniti ha raggiunto 6,53 dollari al gallone, oltre il 70% in più risetto ai livelli precedenti alla guerra con l'Iran.
Casa Bianca divisa
A spingere per un intervento sono alcuni repubblicani, tra cui il senatore dell'Iowa Chuck Grassley, preoccupati per l'impatto dei rincari su agricoltori e autotrasportatori. Sul fronte opposto si sono schierate le grandi compagnie petrolifere. Contrari al divieto risultano anche il segretario all'Energia Chris Wright, il segretario all'Interno Doug Burgum e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Tra i rischi presi in considerazione c'è quello di un aumento di prezzi nelle aree degli Stati Uniti che dipendono maggiormente da carburanti importati.
