"Ogni presidente è un inquilino temporaneo"

Trump deve fermare la costruzione sala da ballo alla Casa Bianca: ecco perché

La corte d'Appello blocca i lavori, ma il presidente non ci sta: "Farò ricorso alla Corte suprema, pronuncia politicamente motivata e illegale"

07 Ago 2026 - 21:37
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Una corte federale di Washington ha deciso che Donald Trump deve sospendere la costruzione del mega salone delle feste da 400 milioni di dollari alla Casa Bianca. Lo riporta il Washington Post. Il tribunale ha confermato la sentenza emessa ad aprile da un giudice federale, secondo cui la maggior parte dei lavori di costruzione della sala da ballo deve essere interrotta finché il Congresso non avrà espressamente autorizzato il progetto. "Ogni presidente è un inquilino temporaneo, non il proprietario, della Casa Bianca e della sua residenza esecutiva", hanno scritto i giudici Patricia A. Millett e Bradley N. Garcia nella sentenza. Il tutto mentre la ristrutturazione prosegue e, pare, a buon punto. Immediata la replica del tycoon.

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La risposta di Trump

 Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che presenterà ricorso alla Corte suprema. L'inquilino della Casa Bianca ha definito la pronuncia "orrenda, politicamente motivata e illegale", sostenendo che il progetto non riguarda soltanto la costruzione di una sala per ricevimenti, ma un più ampio complesso destinato alla sicurezza nazionale e alla protezione della presidenza. "Faremo immediatamente appello alla Corte suprema degli Stati uniti", ha scritto Trump su Truth. Secondo il presidente, i vertici militari e il Secret Service considerano la decisione "una minaccia alla sicurezza nazionale", perché "l'intero complesso viene costruito per la protezione del nostro Paese e, inoltre, di tutti i futuri presidenti".

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Un progetto più ampio

 Trump ha spiegato che la sala da ballo fa parte di "un unico progetto integrato" che comprende "rifugi antiaerei, un ospedale e strutture mediche all'avanguardia, compartimentazioni protettive, strutture militari top secret", oltre ad acciaio resistente ai missili, soffitti e coperture progettati contro i droni e vetri "antiproiettile, antibalistici e resistenti alle esplosioni". "È tutto collegato in un'unica grande, costosa e molto complessa struttura, vitale per la sicurezza nazionale e per le operazioni militari degli Stati uniti", ha affermato.

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L'attacco alla sentenza

 Il presidente ha attaccato in particolare i due giudici della maggioranza, nominati da Barack Obama e Joe Biden, e ha invece citato ampiamente il dissenso della giudice Neomi Rao, da lui nominata. Per Rao, il tribunale di grado inferiore avrebbe commesso "un palese abuso di discrezionalità" e "non aveva giurisdizione", perché il National Trust for Historic Preservation, che ha promosso la causa, non avrebbe titolo per bloccare i lavori. La giudice ha inoltre sostenuto che il tribunale ha anteposto "il disappunto estetico di un singolo passante agli interessi di sicurezza del governo".

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