ELEZIONI IN FRANCIA

Parigi, il socialista Grégoire è il nuovo sindaco: battuta Rachida Dati

L'erede di Anne Hidalgo ha vinto ampiamente il ballottaggio, secondo le prime stime

22 Mar 2026 - 22:55
 © Afp

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Non è stata una battaglia all'ultimo voto e neppure una vittoria al fotofinish: Parigi, feudo socialista da 25 anni, resterà alla gauche anche dopo Anne Hidalgo. Emmanuel Grégoire, suo erede, ha vinto ampiamente il ballottaggio respingendo la destra Rèpublicains di Rachida Dati con uno scarto molto ampio, secondo le prime stime. Bocciata l'alleanza della Dati, che per candidarsi al comune della capitale aveva lasciato il governo e il ministero della Cultur, con i macroniani di Pierre-Yves Bournazel, che si era ritirato invitando i suoi elettori a votare per la destra.

Opposta la strategia di Grégoire, che nonostante la minaccia di un'avversaria che avrebbe potuto raccogliere anche i voti di Sarah Knafo (estrema destra di Reconquète!), che si è ritirata, non ha accettato le ripetute offerte di alleanza de La France Insoumise. "Parigi - sono state le prime parole del neosindaco Grégoire - ha deciso di rimanere fedele alla sua storia". "E' stata la vittoria di una certa idea di Parigi - ha aggiunto - una Parigi virale, progressista, popolare, una Parigi per tutti. Parigi - ha proclamato - non è e mai sarà una città di estrema destra". Tutte e tre le principali città del Paese, Parigi, Marsiglia e Lione, continueranno a essere governate dalla gauche.

A Lione, il sindaco ecologista Grégory Doucet è stato rieletto al ballottaggio, dove ha battuto lo sfidante Jean-Michel Aulas, ex presidente della squadra di calcio locale, sostenuto dalla destra e dato a lungo come favorito dai sondaggisti. Doucet, alla testa di un'unione della sinistra che al ballottaggio ha firmato una "fusione tecnica" con LFI, ha ottenuto circa il 54% dei suffragi.

Affluenza storicamente bassa

 Con un'affluenza ancora una volta storicamente bassa (circa il 57% alle urne, superiore soltanto al 2020 con le elezioni in piena pandemia), la tendenza alla crescita dell'estrema destra e dell'estrema sinistra è apparsa, con caratteristiche diverse, in frenata. Il RN ha vinto in "decine di comuni" in questo ballottaggio, ha proclamato stasera Marine Le Pen, rallegrandosi per una "vittoria immensa" del suo partito che ha ormai "migliaia di consiglieri municipali". Ha perso però, sonoramente, in quella che poteva diventare la prima grande città a essere governata dall'estrema destra, Marsiglia.

Dove Benoit Payan, sindaco della sinistra socialista e unita, che ha rifiutato l'offerta di alleanza del partito di Mélenchon, ha respinto l'attacco del RN Franck Allisio, battuto in modo netto. Il RN ha poi perso anche in città dove tradizionalmente è forte, come Tolone e Nimes, sempre nel sud e nelle regioni preferite. Il numero 2 de La France Insoumise, Manuel Bompard, ha anche lui esultato per lo "sfondamento" del suo partito che "si conferma si amplifica e si rafforza".

Nonostante la sconfitta sonora a Limoges e in quasi tutte le città in cui i socialisti si sono alleati con LFI: una scelta che non soltanto si è rivelata perdente per la sinistra socialista, ecologista e comunista. Ma che ha visto vincere la strategia opposta, quella di respingere da parte socialista le offerte di LFI: così è stato a Parigi e a Marsiglia, dove Grégoire e Payan hanno vinto dopo aver, nonostante i dubbi di molti, respinto l'ipotesi di allearsi con il partito di Mélenchon.

Le altre città

 Fra gli esempi più clamorosi di questa tendenza, la sconfitta epocale della sinistra (unita con LFI) in una città come Clermont-Ferrand, governata dalla gauche da ben 80 anni, a opera della destra Républicains. I socialisti alleati con LFI, hanno perso anche un altro feudo finora inviolabile, Tulle, dove da anni è eletto l'ex presidente ed ex segretario socialista, François Hollande.

Importante, all'orizzonte delle presidenziali 2027, la conferma di Edouard Philippe sulla poltrona di sindaco di Le Havre: la rielezione nel porto della Normandia era stata considerata dall'ex premier una condizione per lui indispensabile per candidarsi all'Eliseo. E la sua sorte era scrutata con grande attenzione dagli analisti, dal momento che i sondaggi che hanno messo le ali alle ambizioni delle estreme, vedono in lui il miglior potenziale avversario di Marine Le Pen (o Jordan Bardella, se la leader del RN avrà impedimenti giudiziari) e di Jean-Luc Mélenchon.

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