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Iran, la marina Usa sequestra altre tre petroliere iraniane | I pasdaran minacciano i Paesi del Golfo: "Dite addio alle vostre raffinerie"

Trump conferma il blocco navale nonostante le proteste dell'Iran. Oggi a Londra incontro tra i "pianificatori militari" di oltre 30 Paesi sul nodo Hormuz

22 Apr 2026 - 05:55
 © Afp

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Dopo il fallimento del secondo round dei negoziati, collassato ancora prima di iniziare, il conflitto tra Iran e Stati Uniti si regge ancora in bilico su una fragile tregua. Ieri il presidente americano Donald Trump ha deciso di estendere il cessate il fuoco "finché le discussioni non saranno concluse". Ma ha assicurato Teheran che il blocco navale già istituito rimarrà in vigore, tenendo fermo uno dei punti che più avevano inacidito i rapporti tra i due Paesi negli ultimi giorni. Mentre i media americani dipingono una situazione sempre più difficile per l'esercito americano, che starebbe esaurendo le scorte a ritmi molto più sostenuti rispetto all'Iran, i pasdaran minacciano di prendere di mira le raffinerie di petrolio vicine al Golfo Persico. 


Una nave portacontainer è stata attaccata da una imbarcazione dei pasdaran vicino alle coste dell'Oman, nello Stretto di Hormuz, senza che l'imbarcazione iraniana prima la contattasse via radio per richiedere l'identificazione. La nave militare delle Guardie della rivoluzione ha aperto il fuoco contro il cargo causando gravi danni alla plancia. Al momento non sono segnalati incendi, i membri dell'equipaggio sarebbero tutti al sicuro.


L'esercito statunitense ha significativamente prosciugato le sue scorte di missili durante la guerra con l'Iran e ha creato un "rischio a breve termine" di esaurire le munizioni in un futuro conflitto nei prossimi anni. Lo sostengono tre persone a conoscenza delle recenti valutazioni interne del dipartimento della Guerra americano, come scrive Cnn. Secondo un'analisi del Center for Strategic and International Studies, nelle ultime sette settimane di guerra l'esercito Usa ha usato almeno il 45% delle sue scorte di missili da attacco di precisione. Non solo. Avrebbe messo in campo almeno metà del suo inventario di missili THAAD, progettati per intercettare missili balistici, e quasi il 50% del suo stock di missili intercettori Patriot per la difesa aerea.


"L'Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!). Dicono di volerlo chiudere solo perché io l'ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente salvare la faccia", lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth durante la notte, riconfermando il blocco navale imposto. "Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: “Signore, l'Iran vuole riaprire lo Stretto, immediatamente”. Ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l'Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader".


Le forze americane hanno ora preso il controllo di quattro petroliere iraniane. Stando al Washington Post, che cita fonti militari e satellitari, alcuni cacciatorpediniere della marina americana stanno ora scortando due petroliere iraniane, la Sevin e la Dorena, che erano partite dal porto iraniano di Chabahar prima che entrasse in vigore il blocco navale. "Un funzionario statunitense ha rifiutato di dire dove sarà scortata la Dorena o la Sevin", ha aggiunto il quotidiano americano. Nelle ultime ore ci sarebbero poi segnalazioni di una quarta petroliera presa oggi nel Mar Arabico, mentre l'imbarcazione 5th DERYA è bloccata in India senza poter scaricare il greggio.


Secondo quanto riporta Reuters, i "pianificatori militari" di oltre 30 Paesi terranno colloqui di due giorni a Londra a partire da oggi per "promuovere una missione volta a riaprire lo Stretto di Hormuz". Ma soprattutto per elaborare un pian dettagliato. Lo ha fatto sapere il governo britannico.

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