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Guerra Iran, sale l'allerta petrolio: calano le riserve, a Hormuz scatta l'allarme ambientale

L’Agenzia internazionale dell’energia avverte che le scorte globali di greggio stanno diminuendo rapidamente a causa del blocco nello Stretto di Hormuz

13 Ago 2026 - 06:25
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 © Afp

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Scatta l'allerta petrolio. Mentre l’Agenzia internazionale dell’energia avverte che le scorte globali di petrolio stanno diminuendo rapidamente a causa del blocco ancora in vigore nello Stretto di Hormuz, per via della guerra tra Stati Uniti e Iran, ora gli occhi del Golfo arabo sono puntati anche su un allarme ambientale sempre più preoccupante. L'Iran sta infatti combattendo contro una fuoriuscita di petrolio al largo dell'isola di Qeshm. Le immagini satellitari, scrive Bloomberg, mostrano una scia scura e allungata nelle acque al largo del villaggio costiero di Shib Deraz, un'area di riproduzione per le tartarughe marine in via di estinzione. L'episodio si verifica proprio mentre l'Oman, a sud dell'Iran, sta affrontando un'altra fuoriuscita di petrolio vicino alla sua costa dopo che una petroliera si è incagliata. Anche l'area colpita ospita una ricca fauna marina, tra cui tartarughe, delfini e balene. Scrive Reuters che la vasta chiazza di greggio ha iniziato a raggiungere la costa dell'Oman e rischia di diventare uno dei peggiori disastri al mondo degli ultimi anni. Intanto portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che affrontare le problematiche ambientali dello Stretto di Hormuz e delle acque circostanti deve essere parte integrante di qualsiasi futura gestione della via navigabile: "Le parti che traggono beneficio dal traffico commerciale hanno un obbligo legale e morale di contribuire al risanamento dei danni ambientali nella regione".

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L'Agenzia internazionale energia lancia i primi segnali di allerta. La domanda mondiale di petrolio è in calo nel 2026 per via della persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, con l'aumento dei prezzi del carburante che continua a pesare sul consumo di petrolio. Al contempo l'offerta globale di petrolio, ma è rimasta sotto i livelli dell'anno precedente: "Le rinnovate ostilità e le interruzioni marittime a luglio e inizio agosto hanno minato gli sforzi di ripresa, riducendo la fornitura prevista di petrolio per il terzo trimestre del 2026", sottolinea l'Agenzia. A livello globale le scorte di petrolio sono crollate nel mese di luglio, mentre le nuove interruzioni delle esportazioni dal Golfo e dal Mar Caspio hanno portato a volumi nettamente inferiori di petrolio trasportato via acqua.


Una fuoriuscita di petrolio dalla petroliera Caroline Bezengi, incagliata al largo dell'Oman, ha iniziato a raggiungere le coste del Paese e potrebbe trasformarsi in uno dei più gravi disastri ambientali di questo tipo degli ultimi anni. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale omanita, secondo cui alcune spiagge sono già state contaminate e altre decine di chilometri di costa potrebbero essere interessate. Secondo John Amos, specialista di fuoriuscite petrolifere citato da Reuters, la chiazza avrebbe ormai un'estensione superiore a 2.000 chilometri quadrati. "Più aspettiamo, più quella petroliera si deteriora e più l'operazione di recupero diventa complicata, difficile e potenzialmente pericolosa", ha avvertito.


L'Iran sta combattendo contro una fuoriuscita di petrolio al largo dell'isola di Qeshm. Le immagini satellitari, scrive Bloomberg sul suo sito, mostrano una scia scura e allungata nelle acque al largo del villaggio costiero di Shib Deraz, un'area di riproduzione per le tartarughe marine embricate in via di estinzione, oltre a depositi neri sulle spiagge. L'agenzia iraniana Isna ha riferito che sono in corso le operazioni di bonifica, ma non ha specificato la fonte dell'inquinamento. TankerTrackers.com ha commentato la fuoriuscita in un post su X, suggerendo che sia il risultato di un attacco iraniano a una nave all'inizio di questo mese. 

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