Missione diplomatica a L'Avana

Cuba alla Cia: "Non siamo una minaccia per gli Stati Uniti"

Dopo l'incontro tra John Ratcliffe e i funzionari cubani, l'Avana rilancia il dialogo ma denuncia embargo e repressione interna

14 Mag 2026 - 23:36
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Ansa

© Ansa

Il governo di Cuba ha ribadito agli Stati Uniti di non rappresentare alcun pericolo per la sicurezza nazionale americana e di non avere legami con il terrorismo. È il messaggio centrale emerso dopo la visita a L'Avana di una delegazione statunitense guidata dal direttore della Cia John Ratcliffe. In una nota ufficiale, le autorità cubane hanno spiegato che gli incontri con gli emissari americani "hanno permesso di dimostrare categoricamente che Cuba non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Usa, né sussistono ragioni legittime per includerla nella lista dei Paesi che, presumibilmente, sponsorizzano il terrorismo". Secondo il comunicato, il confronto ha inoltre confermato "la coerenza e la pertinenza della posizione storica" dell'isola nella condanna "inequivocabile del terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni".

La visita arriva in una fase particolarmente delicata per Cuba, stretta tra la grave crisi energetica, le difficoltà economiche e le tensioni diplomatiche con Washington. Parallelamente, però, sull'isola continua a pesare il tema dei diritti umani e della repressione politica, con nuove accuse rivolte al governo cubano da parte di organizzazioni internazionali. 

La visita di Ratcliffe

 La missione della delegazione statunitense sarebbe avvenuta su richiesta di Washington. Nel comunicato diffuso dal governo cubano si legge infatti che, "a seguito della richiesta presentata dal governo statunitense di ricevere a L'Avana una delegazione presieduta dal direttore della Cia John Ratcliffe, la Direzione Rivoluzionaria ha approvato la realizzazione di questa visita e dell'incontro con il suo omologo del Ministero dell’Interno". Ratcliffe ha quindi incontrato i funzionari cubani in un contesto che le stesse autorità dell’isola hanno definito "caratterizzato dalla complessità delle relazioni bilaterali". L'obiettivo dichiarato era quello di "contribuire al dialogo politico tra le due nazioni". Durante i colloqui, Cuba ha insistito sulla propria posizione storica contro il terrorismo, sostenendo che le azioni intraprese dal governo e dagli organi di sicurezza dimostrino l’assenza di qualsiasi sostegno ad attività terroristiche. La visita assume un peso politico rilevante anche perché avviene mentre il Paese affronta il collasso del settore energetico e crescono le difficoltà economiche che stanno mettendo sotto pressione la popolazione.

Diaz-Canel apre agli aiuti americani

 Sul fronte umanitario, il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha dichiarato che l'isola non ostacolerà eventuali aiuti provenienti dagli Stati Uniti. In un messaggio pubblicato sui social, Diaz-Canel ha definito l'offerta americana "paradossale", considerando che, secondo il governo cubano, Washington continua a colpire economicamente il Paese attraverso l'embargo. "L'esperienza del nostro Paese nel ricevere aiuti internazionali, inclusi quelli degli Stati Uniti, è ampia e costruttiva. Qualsiasi donatore può attestare questa realtà", ha scritto il presidente. Diaz-Canel ha aggiunto che, se gli Stati Uniti intendono davvero fornire assistenza "nel pieno rispetto delle pratiche universalmente riconosciute per l'assistenza umanitaria", Cuba non opporrà resistenze "né ingratitudine". Il presidente ha poi indicato le priorità immediate dell'isola: alimenti, medicinali e carburante. Allo stesso tempo ha ribadito che "il modo più semplice e rapido" per ridurre le sofferenze della popolazione sarebbe la revoca dell'embargo statunitense.

Ti potrebbe interessare

videovideo