Fed, previsto taglio dei tassi tra 2026 e 2027: preoccupa la tensione geopolitica
La banca centrale statunitense mantiene invariato il costo del denaro e segnala incertezza sulle ricadute economiche della crisi in Medio Oriente
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La Federal Reserve lascia i tassi di interesse invariati. Il costo del denaro resta compreso tra il 3,50% e il 3,75%, nella penultima riunione dell’era di Jerome Powell. La decisione è stata presa con 11 voti a favore e uno contrario. Dalle tabelle con le stime dei membri della banca centrale emerge la conferma di un possibile taglio dei tassi. La Fed prevede una riduzione nel 2026 e un ulteriore intervento nel 2027, mantenendo quindi una linea prudente nel medio periodo.
Crescita rivista
Nelle ultime proiezioni, la banca centrale ha rivisto al rialzo le stime sul Pil statunitense, previsto al +2,4% nel 2026, +2,3% nel 2027 e +2,1% nel 2028. Anche le previsioni sull’inflazione sono aumentate, stimata al 2,7% nel 2026, mentre il tasso di disoccupazione è previsto al 4,4% entro fine anno.
Scenario globale
Resta elevata l’attenzione sul contesto internazionale. Le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente sull’economia americana sono "incerte", sottolinea la Fed nel comunicato diffuso al termine della riunione. La banca centrale ribadisce la cautela: "È attenta ai rischi". Le tensioni geopolitiche e l’andamento dei mercati energetici rappresentano variabili decisive per le prossime scelte di politica monetaria.
