La Bce alza i tassi di interesse al 2,25%: tagliate le stime di crescita, boom dell'inflazione
Era dal 20 settembre 2023 che la Bce non decideva per una stretta monetaria. Con lo shock energetico, tagliate le stime di crescita
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Dopo quasi tre anni, la Bce ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto, portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. La decisione, presa dal consiglio direttivo e ampiamente attesa dagli economisti come risposta allo shock energetico ed economico causato dalla guerra in Iran, rappresenta la prima stretta monetaria da settembre 2023. Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%, quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.
L'ultimo rialzo e l'impatto dello shock energetico
Era il 20 settembre 2023, anche se la decisione era stata annunciata formalmente già sei giorni prima, che la Banca centrale europea non alzava i tassi di interesse. In quel caso il tasso sui depositi era lievitato di 25 punti base fino al 4%: si trattava del decimo rialzo consecutivo in un periodo in cui la guerra in Ucraina aveva fatto schizzare fuori controllo la spirale inflattiva.
Crescita in calo: +0,8% per il 2026
Oltre ad alzare il costo del denaro, la Bce ha ulteriormente limato le previsioni sulla crescita. Nello scenario "base", la Banca centrale europea si attende un +0,8% per il 2026, in calo di un punto decimale rispetto alle previsioni di marzo. Nel biennio successivo la crescita dovrebbe invece attestarsi sul +1,2% (da 1,3%) e +1,5% nel 2028, unico dato in rialzo rispetto all'1,4% anticipato.
Boom dell'inflazione, ma nel 2028...
Cresce invece l'inflazione, che con uno scatto di quasi mezzo punto percentuale si dovrebbe attestare intorno al 3% nel 2026 (contro il 2,6%), al 2,3% nel 2027 frenando al 2% solo nel 2028. Anche in questo caso l'unico dato positivo rimane quello del 2028, con un leggero miglioramento rispetto alla previsione precedente del 2,1%. "Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica", si legge in una nota della Bce.
Lagarde: "Abbiamo invitato un segnale"
"La decisione che abbiamo preso non è una decisione drastica": un aumento di 25 punti base dei tassi "è una decisione che, chiaramente, invia un segnale ed è necessaria data la situazione economica in cui ci troviamo, l'incertezza che stiamo affrontando, le prospettive inflazionistiche e le proiezioni elaborate dall'Eurosistema" ha aggiunto Lagarde.
"Non siamo in uno scenario di minaccia alla crescita Ue"
Con una crescita 2026 rivista allo 0,8% da 0,9% precedente "non è che ci troviamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, difendendo la decisione di alzare i tassi. Lagarde ha citato "i numeri che abbiamo, le prospettive inflazionistiche, i rischi al rialzo sull'inflazione, la solidità della decisione in tutti gli scenari — quello negativo, quello molto negativo e quello meno negativo — e il fatto che questa decisione regga in tutte le circostanze". Lagarde ha ricordato che per la crescita "si può fare molto di più attraverso riforme strutturali, favorendo un mercato europeo senza ostacoli al commercio, l'unione dei risparmi e degli investimenti e così via".
