Bce verso il rialzo dei tassi: quali saranno le prossime mosse secondo gli esperti
La Banca Centrale Europea si prepara a portare i tassi di interesse al 2,25% nella riunione di oggi: ecco le analisi di gestori ed economisti delle principali case di investimento
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Riflettori puntati su Francoforte. La riunione del Consiglio direttivo della Bce in programma oggi si preannuncia come uno degli snodi geopolitici ed economici più delicati dell'anno per l'Eurozona. Con i mercati che danno ormai per scontato un ritocco di 25 punti base del costo del denaro, la vera partita si giocherà sulle nuove proiezioni macroeconomiche e sulle parole di Christine Lagarde. Tra le fiammate dei costi energetici e il rallentamento della crescita, il quadro per la Bce si complica. Abbiamo raccolto le analisi e le previsioni dei principali economisti e gestori per capire cosa attendersi dalle prossime mosse dell'Eurotower.
GENERALI INVESTMENTS
Come evidenzia Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, per la Bce diventa difficile trovare un bilanciamento tra un’inflazione persistentemente elevata e un indebolimento dell’attività economica. “Le aspettative di inflazione sono leggermente aumentate e la riduzione dei tassi reali suggerisce di mantenere un orientamento restrittivo - spiega Wolburg - Allo stesso tempo, la crescita sta rallentando, le condizioni del credito si sono irrigidite e la politica monetaria non può intervenire sulle cause profonde di uno shock guidato dall’offerta”. Secondo Wolburg, che prevede un aumento dei tassi nel meeting di domani, Lagarde vorrà probabilmente mantenere aperta la possibilità di ulteriori strette, se necessario.
TWENTYFOUR ASSET MANAGEMENT
Gordon Shannon, portfolio manager di TwentyFour Asset Management (Vontobel), sottolinea che l’aumento dei tassi di domani è stato già scontato dai mercati, che si aspettano un secondo aumento a settembre. In questo caso, secondo l’esperto, l’inasprimento della politica monetaria rappresenta un esercizio di credibilità, anche se il mercato del lavoro non è teso come nel 2022. “Lagarde non si sbilancerà con impegni preventivi, limitandosi a ribadire l’approccio della Bce basato sui dati e sulle decisioni prese riunione per riunione con le nuove proiezioni che saranno l’elemento chiave”.
NEUBERGER
Secondo Patrick Barbe, Head of European Investment Grade Fixed Income di Neuberger, nonostante l’aumento del prezzo dell’energia e il calo della fiducia delle famiglie, la Bce non prevede una recessione. “La Banca Centrale dovrebbe optare per un aumento dei tassi di riferimento di 25 punti base nella riunione di questa settimana. Inoltre, in assenza di effetti “second round” e data la debolezza dell’attività nell’eurozona, riteniamo che la Bce dovrebbe annunciare un aggiustamento della propria politica monetaria, attraverso una ricalibrazione dei tassi, piuttosto che avviare un ciclo di rialzi: di conseguenza, quest’anno prevediamo due aumenti”, commenta l’esperto. Barbe prevede che alla fine del 2026 il tasso di interesse principale nell’Eurozona sarà al 2,25%.
SWISSCANTO
L’economia europea resta fragile, ma la Bce procederà comunque a un rialzo dei tassi nella riunione di oggi. A dirlo è Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solution Zkb/Swisscanto, che ricorda il percorso della Bce dal 2022, quando attraverso una serie di interventi i tassi sono passati da -0,5% a 4% attraverso dieci incrementi consecutivi. “Ora la banca centrale ha preparato i mercati a quello che sarebbe il primo rialzo dei tassi da settembre 2023 – commenta l’esperto - La domanda è se questo rappresenti l’inizio di una nuova fase restrittiva. Anche noi prevediamo un aumento dei tassi al 2,25%, ma rientriamo tra coloro che dubitano della sostenibilità di questa scelta nel medio periodo. A nostro avviso, resta da capire se una politica monetaria più restrittiva sia davvero in grado di impedire che le pressioni inflazionistiche si estendano ad altri beni e servizi, senza al tempo stesso aggravare le difficoltà di un’economia già fragile. Un rialzo al 2,25% favorirebbe le obbligazioni denominate in euro con scadenze più lunghe, mentre potrebbe penalizzare i titoli azionari dei settori più ciclici e orientati alla domanda interna, in particolare quelli legati ai consumi”.
ABERDEEN INVESTMENTS
Secondo Felix Feather, Economist di Aberdeen Investments, la Bce è indirizzata verso un rialzo di 25 punti base, ma permane una certa incertezza sui termini con cui inquadrerà questa decisione. “È quasi certo che la Bce rilascerà un comunicato senza indicazioni su ulteriori aumenti dei tassi – spiega l’esperto - L'indicazione più chiara di un ulteriore inasprimento potrebbe essere la conferma da parte di Lagarde che il Consiglio direttivo manterrà un orientamento implicito a favore di ulteriori rialzi. Ciò potrebbe essere interpretato dai mercati come una posizione sorprendentemente non impegnativa, dato che questi ultimi stanno già scontando due ulteriori aumenti dei tassi nei prossimi dodici mesi, oltre a quello di questa settimana. Dunque, alla luce del nostro scenario di base, con il prezzo del petrolio in calo costante verso i 90 dollari al barile, riteniamo che il rialzo di giugno potrebbe essere l’ultimo per quest’anno”.
ALLIANZ GLOBAL INVESTORS
Michael Krautzberger, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors, si aspetta un rialzo di 25 punti base nella riunione di oggi, in linea con la guidance fornita da marzo e con la direzione delineata nel suo aggiornamento strategico del 2025. “A nostro avviso, un ulteriore inasprimento rimane giustificato: una serie di shock dal lato dell'offerta mantiene l'inflazione al di sopra del target, e la BCE è intenzionata a evitare una replica dello scenario post-Covid, in cui un intervento tardivo ha alla fine reso necessari rialzi dei tassi più aggressivi”, spiega Krautzberger.
COLUMBIA THREADNEEDLE INVESTMENTS
Angelina Chueh, EMEA Client Portfolio Manager Fixed Income di Columbia Threadneedle Investments, prevede un rialzo di 25 punti base in risposta all’inflazione sopra i target e nonostante i possibili effetti sulla crescita. “Un rialzo di questa entità sarà probabilmente interpretato come un passo misurato, volto a preservare la credibilità dell'istituto evitando al contempo un ciclo di inasprimento più marcato. Potrebbe inoltre offrire ai responsabili delle politiche un certo margine di flessibilità, consentendo alle incertezze geopolitiche di attenuarsi. In particolare, la Bce terrà d'occhio il conflitto in corso in Medio Oriente, nella speranza che la situazione possa stabilizzarsi e che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz possa gradualmente tornare alla normalità”, commenta l’esperta.
