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Festival di Sanremo 2016, Francesco Gabbani vince nelle Nuove proposte

Dopo l'eliminazione-ripescaggio di giovedì, "Amen" ha trionfato tra i giovani. Per i Campioni a rischio Bluvertigo, Zero Assoluto, Neffa, Irene Fornaciari e Dear Jack
LA RAFFAELE IMITA BELEN MA... VESTE COME EMMA
LOOK DELLA SERATA: GAMBE IN VISTA E FANTASIE

- Primi verdetti alla 66.edizione del Festival di Sanremo. Dopo il caos voto di giovedì, con l'eliminazione e poi il ribaltamento del risultato, Francesco Gabbani ha vinto nella categoria Nuove proposte. Per quanto riguarda i Campioni i cinque a rischio sono Bluvertigo, Zero Assoluto, Irene Fornaciari, Neffa e Dear Jack. Di questi solo uno, in apertura di finale, sarà ripescato.

    Un'altra serata premiata dagli ascolti: l'hanno seguita 10 milioni 164mila spettatori, per uno share del 47,77%, meglio della serata del venerdì dell'anno scorso.

    LA CRONACA DELLA SERATA
    - Ingresso trionfale di Carlo Conti con tutti e quattro i finalisti per le Nuove proposte. Il primo a esibirsi è Mahmood. La sua “Dimentica” cresce con gli ascolti e l’esecuzione è decisamente migliore rispetto alla prima uscita. Quindi tocca a Francesco Gabbani, protagonista (suo malgrado) del pasticciaccio del voto della sala stampa. L’impressione è che “Amen” sia il brano con il potenziale più alto per il passaggio radiofonico. “Introverso” di Chiara Dello Iacovo (con accenno di spogliarello per mostrare "l'ingranaggio cosmico") è leggera è intelligente, mentre “Odio le favole” di Ermal Meta (con l’arcobaleno disegnato sugli occhi) conferma la penna felice di un autore con le spalle larghe e non a caso favoritissimo per la vittoria finale. Nel complesso le 4 finaliste ascoltate in sequenza danno l’impressione di essere al livello (se non meglio) di molti pezzi dei Campioni. E in appendice c’è spazio per Miele, alla quale, a mo’ di piccolo risarcimento per l’incidente di giovedì, viene concesso di eseguire nuovamente la sua “Mentre ti parlo”.

    Presentazione della giuria di qualità: quest’anno la compongono Franz Di Cioccio, Nicoletta Mantovani, Massimiliano Pani, Laura Valente, Fausto Brizzi, Paola Maugeri, Federico l’olandese volante e Valentina Correani. Carlo Conti prende lo spunto di aver citato i Matia Bazar, come ex gruppo di Laura Valente, per chiedere un applauso in ricordo di Giancarlo Golzi. Bravo.

    Si parte con la gara dei Campioni. Apre Annalisa con la sua “Il diluvio universale”. Un diluvio vero, di parole, con lei impeccabile nel cesellare una melodia non semplice. Virginia Gabriele per questa sera rispolvera un suo grande classico: Belen Rodriguez. Trova comunque modo di fare un ingresso a sorpresa, in abito da suora. Che vola via nel giro di pochi minuti per lasciarla in miniabito e camminata iper-ancheggiante. La sequenza dei campioni prosegue all’insegna dei beat alti: prima il poppettino leggero di “Di me e di te” degli Zero Assoluto e poi il contagioso funky di Rocco Hunt con “Wake Up”. Se lui sembra sempre più vicino al podio, “Blu” di Irene Fornaciari, è tra quelle a rischio eliminazione e il secondo ascolto non riesce a dissipare i dubbi della prima esibizione. Anche “Via da qui” del duo composto da Giovanni Caccamo e Deborah Iurato è tra le favorite ma il brano sembra aver dato tutto e non cresce come ci si sarebbe aspettato.

    Si prosegue con Enrico Ruggeri. “Il primo amore non si scorda mai” si conferma una cavalacata rock solida, con un arrangiamento dettagliato (l’orchestra a dispetto di quello che si potrebbe pensare viene usata ad ampio spettro). “Nessun grado di separazione” di Francesca Michielin cresce, soprattutto in un ritornello circolare che cattura. Se nelle prime due sere Elio e le storie tese avevano lasciato qualche dubbio, questi vengono spazzati dalla perfomance di stasera: sia dal punto di vista della trovata scenica (tutti con i visi tirati e con le labbra a canotto come fossero passati da una operazione di plastica non perfettamente riuscita) sia come tiro del brano che sembra crescere. Patty Pravo conferma il fascino classico di “Cieli immensi”. Spazio comico questa sera appaltato a Enrico Brignano, con un monologo sul diventare padre.

    Giro di boa con il decimo campione in gara, un altro a rischio eliminazione, ovvero Alessio Bernabei. Il cantante, reduce da una gaffe in conferenza stampa (“La mia canzone è un plagio? Anche Tiziano Ferro ha costruito la sua carriera sui plagi”) poi ritrattata (“Non intendevo dire quello”), con il televoto ha sicuramente l’occasione di raddrizzare le proprie sorti, anche perché “Noi siamo infinito” ha tiro e orecchiabilità. Tutt’altro mondo quello di Neffa, tutto fiati e musica popolare. Anche “Sogni e nostalgia” è in zona rossa.

    E’ il momento della premiazione per le Nuove proposte, con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti che porta con se un fiocchetto tricolore da dare ai premiati per ricordare i Marò. Chiara Dello Iacovo prende il premio della sala stampa “Lucio Dalla” mentre a Francesco Gabbani il premio della critica “Mia Martini”. Ma poi c’è la classifica vera: quarto Mahmood, terzo (a sorpresa) Ermal Meta. E a vincere è proprio Francesco Gabbani, colui che era rimasto escluso (per errore) nella sera precedente.

    La gara Campioni prosegue con Valerio Scanu che canta la sua voglia di riscatto con “Finalmente piove” e i Dear Jack che provano a raddrizzare il risultato negativo della prima serata con “Mezzo respiro”. Ma è il momento del super ospite italiano. Lei non è un figlia di Sanremo ma Sanremo lo ha vinto con una delle canzoni più belle della storia del Festival. Proprio con questa Elisa apre il suo medley (“Luce/L’anima vola”/”Gli ostacoli del cuore”) che predilige il suo repertorio in italiano. La cantante, emozionatissima, ricorda la sua esperienza sanremese e annuncia l’uscita del suo album “On” prima di eseguire il nuovo singolo “No Hero”.

    Virginia Raffaele rievoca la farfallina di Belen con un super spacco che mette in mostra un “Mi piace” di Facebook tatuato sulla coscia. Talento e physique du role. Riparte la gara con Noemi in total white con la chioma rossa che spicca ancora di più. La sua “La borsa di una donna” è un brano che richiede tempo e attenzione, forse troppo per un contesto come il Festival. Ma la sua esecuzione questa sera è decisamente migliore rispetto all’esordio.

    Dopo il reggaeton di JBalvin e l’intermezzo comico dei coniugi Salamoia, arrivano gli Stadio, freschi di vittoria nella serata delle cover. “Un giorno mi dirai” cresce, l’impatto emotivo del brano è indubbio, sia per il testo che per l’incedere da ballatona rock. Arisa lavora di cesello con una voce che non sbanda mai e “Guardando il cielo” resta una delle canzoni più accreditate alla vittoria. Sembrano scendere invece le quotazioni di Lorenzo Fragola, al secondo ascolto “Infinite volte” non decolla. “Semplicemente” dei Bluvertigo, discorsi sulla voce di Morgan a parte (ma è possibile lasciarli a parte?) ha qualche problema nel suo muoversi tra classico e moderno, come se restasse in mezzo al guado. “Ora o mai più” di Dolcenera ha invece scelto in maniera decisa su quale sponda stare, quella di uno standard soul, interpretato con grinta. Chiude il cast Clementino che interpreta “Quando sono lontano” dovendo far fronte a qualche problema di voce.

    In attesa dei risultati Alessandro Gassmann e Rocco Papaleo danno vita a un intermezzo non esattamente di quelli memorabili per pubblicizzare il nuovo film “Onda su onda”, e poi l’Ariston si trasforma in una discoteca con Lost Frequencies. Classifica finale: i cinque che rischiano l'eliminazione (uno solo si salverà) sono Zero Assoluto, Dear Jack, Neffa, Bluvertigo e Irene Fornaciari.

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