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Studenti accompagnati, arriva in Parlamento la proposta di legge

Presentato dall’on. Malpezzi, responsabile di settore del Pd, un testo che permette alle famiglie di consentire anche agli under14 di lasciare gli istituti senza la presenza di un adulto

Studenti accompagnati, arriva in Parlamento la proposta di legge

Poche righe per cambiare tutto. O, meglio, per recuperare il terreno perduto e riallineare le norme al mondo reale. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sugli ‘studenti accompagnati’ arriva, come anticipato, la proposta di legge per permettere anche ai ragazzi minori di 14 anni di uscire da scuola e tornare a casa da soli alla fine delle lezioni. Ad avanzarla l’Onorevole Simona Malpezzi - responsabile scuola del Partito Democratico – che sul proprio profilo Facebook ha annunciato di aver già depositato il testo della proposta in Parlamento, avviando di fatto l’iter di approvazione.

Il testo del provvedimento: niente più obbligo di ‘accompagno’
“I genitori esercenti la responsabilità genitoriale e i tutori dei minori di 14 anni – esordisce la norma - in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo di autoresponsabilizzazione possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni”. La legge, dunque, fa cadere l’obbligo di andare a prendere gli studenti più piccoli fuori da scuola (derivante da un’interpretazione estensiva dell’art.591 del codice penale, che configura il reato di ‘abbandono di minore’) dando ai genitori la facoltà di ‘liberare’ i figli senza violare nessuna normativa.

In caso di autorizzazione dei genitori la scuola non è più responsabile
La responsabilità, in questi casi, dopo l’ultima campanella passerebbe totalmente nelle mani delle famiglie. La prima conseguenza è che le scuole, una volta entrata in vigore la legge, in caso di permesso firmato dai genitori non saranno più ‘custodi’ del minore non accompagnato. E, per rendere ancora più chiara la logica del provvedimento, il secondo comma dell’articolo appena citato afferma proprio che “L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

Malpezzi: "Un provvedimento dalle finalità pedagogiche"
“Con questa norma – dichiara l’Onorevole Malpezzi al sito Skuola.netsarà il genitore a valutare il grado di autonomia del figlio”. Una legge che, nei piani del deputato Pd, vuole avere principalmente una finalità pedagogica: “È un punto di partenza per una crescita responsabile e consapevole dei minori. L’Italia è già piena di esperienze di accompagnamento a casa ‘guidato’ (come, ad esempio, lo scuolabus a piedi). Questo vuole essere solo un tassello ulteriore”. Ma nulla toglie alle famiglie di lasciare le cose così come stanno ora.

Basta un articolo per colmare il vuoto giuridico
Un solo articolo, diviso in due parti: quanto basta per riempire il “vuoto giuridico che è emerso dopo la recente sentenza della Cassazione”. La Suprema Corte, infatti, aveva indicato la scuola tra i responsabili della morte di una ragazzino di 11 anni, investito da un autobus dopo che era uscito dall’edifico scolastico senza qualcuno che lo fosse andato a prendere. Una situazione che, potenzialmente, potrebbe verificarsi ogni giorno.

Già sono tanti quelli che tornano a casa da soli
Perché, come ha evidenziato un sondaggio della stessa Skuola.net, oltre il 60% degli studenti delle scuole medie (i veri protagonisti del provvedimento) torna abitualmente a casa da solo. Solo il 37% di loro, infatti, ha affermato di avere sempre un genitore (o un adulto autorizzato) che lo attende a fine giornata per riaccompagnarlo. Soprattutto oggi, infatti, sono poche quelle famiglie in cui un componente può permettersi di non lavorare e dedicarsi totalmente ai figli. La pronuncia della Cassazione ha solo accelerato il cambiamento delle leggi.

Tempi rapidi per l’approvazione?
Ora la palla passa alle Camere. Per far sì che la proposta diventi realtà il prima possibile probabilmente verrà inserita come emendamento alla Legge di Bilancio o al Decreto Fiscale. La legislatura è ormai agli sgoccioli e i tempi sono piuttosto stretti. “Proveremo tutte le strade per approvare questa norma – assicura Malpezzi – ogni finestra all’interno della normale attività del Parlamento può essere quella buona”.

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