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Voto Germania: vola la destra anti-immigrati, "schiaffo" alla Merkel

Grande risultato per la destra populista tedesca nelle elezioni per scegliere i nuovi parlamenti regionali e i governatori in Renania-Palatinato, Baden-Württemberg e Sassonia-Anhalt

Voto Germania: vola la destra anti-immigrati, "schiaffo" alla Merkel

Grande risultato per la destra populista tedesca nelle elezioni per scegliere i nuovi parlamenti regionali e i governatori in Renania-Palatinato, Baden-Württemberg e Sassonia-Anhalt. L'Afd entra in tutti e tre i parlamenti regionali, supera in ben due casi i socialdemocratici e sfonda nell'Est con un 24% in Sassonia-Anhalt. Duro colpo per il partito di Angela Merkel, che crolla anche nel Baden-Württemberg, considerato "feudo elettorale" della Cdu.

Il peso della questione migranti sul voto - Il trionfo dell'Alternative fuer Deutschland (Afd) è una chiara batosta per Angela Merkel e Sigmar Gabriel, che hanno aperto le porte del Paese ai profughi, accogliendone oltre un milione nel 2015 e rifiutando il reclamato "tetto-limite".

"Una cesura nella politica tedesca, il centro democratico viene sfidato", è il commento a caldo del vicecacelliere socialdemocratico, nella serata del "super-Sunday" tedesco, in cui si è andati alle urne in Baden-Wuettemberg, Renania-Palatinato e Sassonia-Anhalt. E Bild on line titola: "Il giorno dell'orrore per la cancelliera Merkel". "Un giorno amaro - si commenta in casa dei cristiano-democratici - in cui si deve prendere atto di una dichiarazione di guerra, e molto seriamente, da parte di Afd".

Ma la Merkel non cambia politica sui migranti - Nonostante l'esito delle votazioni, "il governo tedesco prosegue la sua politica sui profughi, con tutte le forze, dentro e fuori il paese". Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert. "L'obiettivo deve essere una soluzione comune europea, che porti a ridurre visibilmente i profughi in tutti i paesi membri", ha aggiunto.

Frauke Petry, l'anti-Merkel
- Dopo il trionfo Frauke Petry, la leader dell'Afd, esulta e si dice pronta a governare. Ormai siamo un "partito a livello nazionale", ha affermato alla radio tedesca Deutschlandfunk. I risultati elettorali dimostrano, secondo la leader del partito poulista tedesco anti-immigrati ed euroscettico, che "i cittadini in tutte le regioni della Germania vogliono una svolta politica". Il suo partito intende "lavorare adesso in tutti i parlamenti regionali come forza di opposizone" e "prima o poi diventare una forza di governo". "Per questo è ancora troppo presto", ha ammesso la Petry, aggiungendo che il suo partito resta "nella cornice dell'ordine democratico".

Il tracollo della Cdu della cancelliera - Il socialdemocratico Gabriel è stato salvato dal disastro totale dalla candidata renana: la presidente uscente Malu Dreyer, che si è affermata con netto scarto sull'astro nascente della Cdu, Julia Kloechner, quella che aveva attaccato la linea generosa della sua stessa leader sui richiedenti asilo facendo da sponda alla Csu.

Va constatato che, al di là dell'esito indiscutibile della destra che raccoglie voti di protesta provenienti da tutti i partiti, gli altri portano a casa un risultato complesso da decifrare: chi vince in un Land, perde poi clamorosamente nell'altro. E' il caso dei socialdemocratici, letteralmente umiliati a Stoccarda e Magdeburgo. Ma anche i Verdi, che riportano un risultato storico in Baden-Wuerttemberg, dove il presidente uscente Winfried Kretschmann li rende primo partito in una regione per la prima volta, superando la Cdu, subiscono una pesante sconfitta, invece, in Renania.

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