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Biden avverte Israele: "Nessun attacco a Rafah senza tutelare civili" | Tajani: "Non va superata la soglia di proporzionalità"

Il ministro del gabinetto di guerra israeliano Gantz: "O i nostri ostaggi torneranno o espanderemo l'operazione a Rafah"

17 Feb 2024 - 00:34
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La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas giunge al giorno 133. Il presidente americano Biden ha chiamato Netanyahu e gli ha ribadito l'opposizione degli Stati Uniti a un attacco a Rafah "senza tutele per i civili palestinesi". La replica del premier israeliano: "Respingiamo i diktat su Stato palestinese". Il ministro del gabinetto di guerra israeliano Gantz: "O i nostri ostaggi torneranno o espanderemo l'operazione a Rafah". Secondo i media statunitensi, l'Egitto sta costruendo un sorta di "mega recinto" chiuso da alte mura nel deserto del Sinai, vicino al confine, nel caso in cui si dovesse verificare un esodo degli sfollati palestinesi. Lo Stato ebraico ha lanciato un monito a Hezbollah: "Possiamo attaccare anche Beirut".


Un adolescente di Gaza è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dagli agenti di Hamas al valico di Rafah, tra la Striscia e l'Egitto, mentre cercava di recuperare del cibo dai camion con aiuti umanitari. Lo riferisce Channel 12 spiegando che in seguito alla morte del ragazzo sono scoppiati disordini con migliaia di manifestanti palestinesi che urlavano contro Hamas e assaltavano i tir con le derrate alimentari. Filmati mostrano spari ed esplosioni nei pressi del valico, riferiscono i media israeliani e palestinesi. Ynet aggiunge che il giovane ucciso si chiamava Muhammad al-Araja. Hamas ha negato l'incidente.


Il presidente americano Joe Biden ha riferito di aver parlato col premier israeliano Benjamin Netanyahu "per chiedergli di non procedere con l'operazione militare" a Rafah. Secondo il numero uno della Casa Biancia, a Gaza "deve esserci un cessate il fuoco temporaneo".


"L'Ue è molto preoccupata per i piani del governo israeliano relativi a una possibile operazione di terra a Rafah, dove oltre un milione di palestinesi si sta attualmente riparando dai combattimenti. L'Ue riconosce il diritto di Israele a difendersi in linea con il diritto internazionale e il diritto umanitario internazionale" e "chiede al governo israeliano di non intraprendere un'azione militare a Rafah che peggiorerebbe una situazione umanitaria già catastrofica e impedirebbe la fornitura di servizi di base e di assistenza umanitaria necessari." Lo dichiara l'Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue Josep Borrell.


Farmaci con i nomi degli ostaggi sono stati trovati nell'ospedale Nasser di Khan Yunis dove sta operando l'esercito israeliano. Lo ha detto, citato dai media, l'Idf che "sta indagando sull'origine dei farmaci e il loro uso".


L'Egitto sta costruendo un muro al confine con la Striscia di Gaza, a quanto pare in previsione dell'imminente attacco israeliano alla città palestinese di Rafah. Lo scrive l'agenzia AP dopo aver visionato fotografie satellitari fornite da Maxar, azienda nota anche per aver diffuso le foto satellitari delle devastazioni provocate dalla guerra in Ucraina.


"O i nostri ostaggi torneranno o espanderemo l'operazione a Rafah". Lo ha detto il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz secondo cui "non ci sarà un solo giorno di cessate il fuoco fino a che i nostri ostaggi non saranno tornati a casa. Anche con l'approssimarsi del mese di Ramadan la battaglia può continuare". "Agiremo in dialogo con i nostri partner, Egitto incluso. Indirizzeremo la popolazione - ha concluso - verso le aree protette".


Cinque pazienti ricoverati in terapia intensiva sono morti nell'ospedale di Khan Yunis, occupato dalle forze israeliane, quando il flusso di ossigeno che li teneva in vita si è interrotto dopo che l'esercito di Israele ha tagliato la corrente. La denuncia arriva dalle autorità sanitarie di Gaza.


"Vogliamo che ci sia un cessate il fuoco" nella striscia di Gaza e "vogliamo l'immediata liberazione di tutti gli ostaggi e che Israele non superi la soglia della proporzionalità, quindi anche come nell'attacco a Rafah, come chiede tutta la comunita' internazionale, bisogna assolutamente impedire una carneficina della popolazione civile". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento di Forza Italia a Milano.


L'esercito israeliano sta continuando ad agire nell'ospedale Nasser di Khan Yunisi in "un'operazione precisa e limitata contro l'organizzazione terrorista di Hamas". Lo ha detto il portavoce militare secondo cui l'operazione si basa su informazioni "dell'intelligence che indicano che l'attivita' di Hamas e' condotta dall'interno dell'ospedale". La fonte ha confermato che "finora sono stati arrestati oltre 20 terroristi che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre e decine di sospetti sono stati presi per essere interrogati". "Sono stati trovati nell'area dell'ospedale - ha continuato - mortai, granate e altre armi di Hamas".


Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza in seguito agli attacchi israeliani. Dall'inizio della guerra sono stati uccisi 28.775 palestinesi, secondo quanto riferisce il ministero locale della sanità gestito da Hamas. I feriti totali sono al momento 68.552. Nelle ultime 24 ore 112 palestinesi sono stati uccisi e 157 feriti. 


Dopo i razzi lanciati su Kiryat Shmona dal Libano, l'aviazione israeliana ha colpito oltre confine un "complesso militare di Hezbollah" nella città di Qantara nel sud del Paese. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui "sono stati uccisi veri terroristi". La stessa fonte ha aggiunto che è stata "colpita un'altra struttura militare di Hezbollah nell'area della città". 


La Russia ha invitato 14 fazioni palestinesi, tra cui Hamas e la JIhad islamica, a prendere parte a una conferenza intra-palestinese che si terrà a Mosca dal 20 febbraio al 2 marzo. Lo ha detto l'inviato speciale per il Medio Oriente Mikhail Bogdanov, citato dall'agenzia Tass. 


Quattro pazienti all'ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, a causa dell'interruzione di corrente dopo che l'esercito israeliano ha preso d'assalto la struttura: è infatti stato interrotto il flusso di ossigeno. "Riteniamo le forze di occupazione israeliane responsabili della vita dei pazienti e del personale, considerando che il complesso è ora sotto il loro pieno controllo", ha affermato in una nota il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas. Lo riporta Al Jazeera. "Facciamo appello a tutte le istituzioni internazionali affinché intervengano rapidamente per salvare i pazienti e il personale dell'ospedale Nasser prima che sia troppo tardi", ha aggiunto il ministero, affermando che due donne hanno partorito in condizioni "disumane", senza elettricità, acqua e riscaldamento. 


Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, scrivendo su X dopo aver parlato col presidente Usa Joe Biden e partecipato alla riunione di gabinetto, afferma che "Israele respinge apertamente i diktat internazionali riguardanti una soluzione permanente con i palestinesi".


Centinaia di lavoratori palestinesi provenienti dalla Cisgiordania stanno lavorando in Israele per contribuire a costruire una nuova barriera lungo il confine con la Striscia di Gaza, nonostante il Gabinetto di sicurezza israeliano gli abbia vietato di farlo. Lo riferisce il sito di notizie Ynet, citando le testimonianze di soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) schierati nella zona.


Il presidente americano Joe Biden ha chiamato il premier israeliano Benjamin Netanyahu e gli ha ribadito l'opposizione degli Stati Uniti ad un attacco a Rafah "senza tutele per i civili palestinesi". Lo ha riferito la Casa Bianca in una nota. 


Almeno 12 persone sono morte in seguito a un attacco aereo israeliano sul campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo rende noto un portavoce dell'ospedale dei Martiri di Al Aqsa, citato dai media internazionali. Dieci delle vittime sono donne e bambini, specifica la fonte.


Il capo dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che la situazione sanitaria a Gaza è peggiorata "oltre le parole". E ha poi ribadito il suo appello per un cessate il fuoco permanente, evidenziando che le condizioni nella Striscia sono "infernali". Cresce la preoccupazione per un potenziale assalto su vasta scala a Rafah, "che causerebbe sofferenze inimmaginabili".


Gli Stati Uniti hanno condotto un cyberattacco contro una nave spia iraniana. Lo rivela in esclusiva Nbc News. L'operazione, avvenuta oltre una settimana fa secondo tre funzionari americani, aveva l'obiettivo di impedire alla MV Behshad di trasferire informazioni strategiche ai ribelli yemeniti Houthi.


Almeno sei persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano contro una casa nel quartiere di Al-Nasr a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Altre due persone hanno perso la vita in un altro raid lanciato dallo Stato ebraico contro due abitazioni a est di Jabalia, nel nord dell'enclave palestinese.


L'Egitto sta costruendo un sorta di" mega recinto chiuso da alte mura" nel deserto del Sinai, vicino al confine con Gaza, nel caso in cui si dovesse verificare un esodo degli sfollati palestinesi. Lo rivelano funzionari egiziani al Wall Street Journal, precisando che nel caso di un grande afflusso di palestinesi dalla Striscia, l'Egitto cercherebbe di limitare il numero di rifugiati ben al di sotto della capacità dell'area a circa 60mila persone. Le autorità del Cairo negano tuttavia la costruzione della struttura.


Il premier israeliano Benjamin Netanyhau ha avuto una conversazione telefonica di 40 minuti con il presidente americano Joe Biden. Il colloquio ha riguardato il possibile accordo sugli ostaggi. Poco prima Netanyahu aveva incontrato il direttore della Cia, Bill Burns, a Tel Aviv.


Durante le interlocuzioni avvenute al Cairo, Hamas avrebbe rifiutato una proposta israeliana che prevedeva la liberazione di 1.500 prigionieri palestinesi in cambio di tutti gli ostaggi ancora reclusi nella Striscia di Gaza. Lo riporta l'emittente Al-Arabiya citando alcune fonti informate. 


"Hezbollah ha intensificato di mezzo click, noi abbiamo intensificato di un passo intero". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, precisando che quello di Israele è solo "un passo su 10, non possiamo attaccare solo 20 chilometri all'interno del Libano ma anche 50. A Beirut e altrove". Gallant - che ha parlato nel nord del Paese - ha tuttavia aggiunto che Israele "non vuole una guerra, ma se è forzato prenderà i provvedimenti per consentire ai civili di ritornare alle loro case al nord".