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LʼIstat rivede debito al ribasso, nel 2017 scende a 131,2% | Pil in rialzo a +1,6% | Pressione fiscale in calo al 42,2%

Il dato del debito, spiegano i tecnici dellʼIstituto, "è molto sensibile al denominatore" e risente quindi della revisione al rialzo del Pil

L'Istat rivede debito al ribasso, nel 2017 scende a 131,2% | Pil in rialzo a +1,6% | Pressione fiscale in calo al 42,2%

Nel 2017 il debito pubblico italiano, rispetto al Pil, è lievemente sceso al 131,2% contro il 131,4% del 2016. Lo comunica Istat che ha rivisto le stime su entrambi gli anni: i calcoli precedenti indicavano un rapporto al 132% nel 2016 e al 131,8% nel 2017. Sempre nel 2017 il Pil è cresciuto dell'1,6%. E' stata così rivista al rialzo di 0,1 punti percentuali la precedente stima di aprile di +1,5%.

Il dato del debito, spiegano i tecnici dell'Istituto, "è molto sensibile al denominatore" e risente quindi della revisione al rialzo del Pil 2017.

Rivista stima pressione fiscale: nel 2017 scende al 42,2% - Nel 2017 la pressione fiscale ha proseguito nella tendenza alla riduzione, scendendo dal 42,4% del 2016 al 42,2%.

Stime deficit/Pil: nel 2017 al 2,4% - Il rapporto deficit-Pil nel 2017 si è attestato al 2,4%, in lieve miglioramento rispetto al 2,5% del 2016. Rispetto alla stima di aprile, pari al 2,3%, l'Istat evidenzia un leggero peggioramento.

Crescono gli investimenti fissi lordi - Nel 2017 gli investimenti fissi lordi sono cresciuti in volume del 4,3%. La componente dei mezzi di trasporto è cresciuta del 37,5%, quella delle macchine e attrezzature del 2,3%, quella dei prodotti della proprietà intellettuale del 2,1% e quella delle costruzioni dell'1,6%.

Aumentano import ed export - I consumi finali nazionali sono aumentati dell'1,1%, mentre sul lato del commercio internazionale le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 5,7% e le importazioni del 5,2%. Il valore aggiunto, a prezzi costanti, è aumentato del 3,7% nell'industria in senso stretto, dell'1,1% nel settore dei servizi e dell'1,0% nelle costruzioni. Si e' registrato un calo nel settore dell'agricoltura, silvicoltura e pesca (-4,3%). Per l'insieme delle societa' non finanziarie, la quota dei profitti e' pari al 42,6% e il tasso di investimento al 21,2%.

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