Istat: la spesa delle famiglie torna a crescere, ma resta sotto i livelli 2011
La media è di 2.524 euro, ancora sotto il 2011. Il livello minimo nel 2013, anno a cui risale l'ultimo calo del Pil. Scende il gap tra Nord e Sud e gli italiani spendono di più per frutta e pesce
© ansa
Nel 2016 la spesa media mensile delle famiglie è stata pari a 2.524,38 euro, in rialzo dell'1,0% rispetto al 2015. Lo rileva l'Istat, spiegando che quindi "si consolida, ad un ritmo moderato, la fase di ripresa dei consumi", anche se il livello rimane ancora "al di sotto" di quello registrato nel 2011. Il livello medio della spesa alimentare è pari a 447,96 euro mensili (era 441,50 euro nel 2015).
Il recupero aveva avuto inizio nel 2014, dopo due anni di contrazione, e la spesa risulta superiore del 2,2% nei confronti del 2013, anno in cui si è toccato il livello minimo e a cui risale l'ultimo calo del Pil. Il quadro macroeconomico, evidenzia l'Istituto di statistica, indica che siamo al "quarto anno consecutivo di aumento del reddito disponibile delle famiglie", con "un lieve incremento della propensione al risparmio e un consolidamento della ripresa del Pil". La spesa media mensile familiare resta tuttavia sotto i 2.639, 89 euro del 2011, "valore raggiunto prima di due anni consecutivi di calo".
Si riduce il gap tra Nord e Sud - I divari nei consumi delle famiglie tra l'Italia settentrionale e meridionale ci sono ancora, ma iniziano a restringersi. L'Istat segnala infatti che, "pur permanendo ampie differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito, ai prezzi e ai comportamenti di spesa, il gap tra i più elevati valori del Nord-ovest (2.839, 10 euro) e quelli più bassi delle Isole (1.942,28) si riduce, passando da quasi 945 a 897 euro nel 2016".
Più frutta, meno carne nella dieta degli italiani - I numeri sulla spesa familiare evidenziano un cambiamento di abitudini nella dieta degli italiani. L'Istat rileva infatti "una crescente attenzione a una più corretta alimentazione". La quota destina alla carne, pur restando la componente alimentare più importante, torna a diminuire (-4,8% sul 2015), mentre aumenta la spesa per la frutta (+3,1%). Corre soprattutto la spesa per pesce e prodotti ittici (+9,5%), mentre tornano a livelli pre-crisi i servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%).
