Gusto di stagione

Merano, Festa dell’uva: ed è subito autunno

Il profumo del mosto ed i prodotti dei masi piacciono anche ai più giovani

di Nadia Baldi
14 Ott 2026 - 07:00
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© Ufficio stampa  | Festa dell'Uva @Felsenhof 2026
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Nella Val d’Adige, fra Bolzano e Merano, nella zona dalla vocazione vinicola, alla fine della vendemmia il profumo dolce di mosto e di terra bagnata riempiono le vie dei paesi e delle campagne disegnate da filari ordinati di vigne e meli: è tempo della Festa dell’Uva a Merano dal 16 al 18 ottobre. E ci si sente subito in vacanza. Si tratta di una delle tradizioni più antiche e genuine della regione, una ricorrenza nata 140 anni fa, nel 1886, come ringraziamento collettivo per i frutti della terra, ma diventa anche l’occasione per un itinerario di tre giorni che piace anche ai più giovani, fra camminate, chiacchiere nei centri storici cittadini, risate rilassate e assaggi di vini e prodotti golosi della terra nei mercatini. Proprio in questo fine settimana il nostro viaggiatore ha l’opportunità di assaggiare i prodotti locali dei masi del Gallo Rosso che esporranno nel centro storico di Bolzano, e poi alle bancarelle allestite a Merano. Grazie alla posizione geografica e al clima soleggiato, gli orti e le coltivazioni a sud del Brennero offrono infatti un’abbondanza di materie prime di qualità che un tempo si andavano ad acquistare come scorte in vista dell’inizio della stagione fredda.  

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VENERDì 16 OTTOBRE - Il viaggio comincia il venerdì pomeriggio a Merano, l’elegante città termale difesa dalle vette del Parco naturale del Gruppo di Tessa, il più grande dell’Alto Adige. Appena arrivati nella cittadina, lungo le strade del centro storico l’atmosfera si fa subito accogliente e la musica itinerante del pomeriggio dei piccoli gruppi di musicisti con gli strumenti a fiato culmina in serata con il concerto inaugurale celebrativo al Kursaal, il salone elegante della Kurhaus, gioiello architettonico cittadino. Tutti sono invitati a partecipare alla serata con ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria presso l’azienda di soggiorno per posti a sedere non numerati). Il programma prevede che sia l’Orchestra di fiati del Burgraviato, una formazione che riunisce i migliori talenti delle bande locali diretta dal maestro Bernhard Schlögl, ad eseguire brani di musica tradizionale alpina insieme a brani del repertorio d’avanguardia.

SABATO 17 OTTOBRE - Al mattino una breve deviazione ci porta a bordo del treno fino a Bolzano per l’appuntamento della Festa del Ringraziamento voluta dagli agricoltori altoatesini e dal marchio Gallo Rosso: dal finestrino del treno si vedono tanti scorci dei frutteti e dei vigneti della Val d’Adige, poi si raggiunge il salotto buono della città, Piazza Walther, poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria, dove i produttori altoatesini allestiscono ogni anno il mercato contadino in un’atmosfera straordinariamente gioiosa, tanto da attirare abitualmente migliaia di visitatori consapevoli che i masi sono veri custodi della tradizione culinaria locale. La varietà dei prodotti esposti è ampia e rappresenta il meglio della regione, che, nel caso del Gallo Rosso, è tutt’uno con il maso e con la vita rurale al suo interno. Vi si assaggiano i formaggi di malga, gli erborinati e quelli stagionati, speck e salumi tipici, pani di farine speciali, di segale o impastati con frutta, poi erbe aromatiche e succhi di frutta naturali, confetture artigianali, miele di ogni tipo, patate di montagna. Le canzoni popolari e la musica per formazioni a fiato della tradizione sono la colonna sonora dalle 8,30 alle 17, in vari momenti della giornata si potranno vedere le esibizioni degli Schuhplattler di Collepietra (danzatori della danza tradizionale tipica bavarese e tirolese); ci sarà una curiosa mostra di trattori d'epoca e uno zoo didattico con giochi nel fieno pensati per i più piccoli. Info su www.bolzano-bozen.it

Ma per assaggiare i vini pregiati della Val Venosta, del Burgraviato e della Val d’Adige si rientra a Merano, e ci si ferma fra i vari banchi lungo il Passirio, il tratto più celebre della passeggiata, e tra la folla può capitare di incrociare il Saltaro, il leggendario guardiano delle vigne che un tempo, fino agli anni Sessanta, proteggeva i grappoli dai ladri. Questa figura storica, che oggi restituisce l'anima autentica della festa, cattura l'attenzione con il suo pesante abito di cuoio, i pantaloni alla zuava e il cappello ornato di piume di pavone e lunghe code di volpe. Per concludere la serata in totale relax il nostro viaggiatore si sposta alle Terme di Merano, che sono in pieno centro, per immergersi nelle piscine calde al momento del crepuscolo, ascoltando musica ad occhi chiusi galleggiando spensierato con le orecchie sott’acqua; un paio di ore sono sufficienti a ritrovare l’equilibrio con se stessi. 

DOMENICA 18 OTTOBRE - Poi la domenica di buon mattino si parte per un’esperienza di distacco e di quiete. Lasciato il centro abitato di Merano, il nostro viaggiatore prende uno dei sentieri che risalgono i pendii del Burgraviato per praticare il forest bathing, un’immersione totale, lenta e consapevole nella natura. Nel silenzio rigenerante dei boschi emergono voci degli animali più timidi, e pure i passi sul tappeto soffice di foglie secche diventano uno scricchiolio ritmico divertente, soprattutto per i più giovani. Tutto intorno faggi dorati che filtrano la luce morbida che riposa gli occhi, mentre gli abeti sempreverdi rilasciano nell’aria i monoterpeni, sostanze balsamiche che purificano il respiro e fortificano lo spirito. Ci sono poi i castagni che virano al rosso intenso, carichi di ricci che si aprono lasciando cadere i frutti a terra.

Nelle belle giornate d’autunno tanti ragazzi passeggiano scherzando ed osservando la meraviglia della natura che si trasforma; il fruscio del vento tra le fronde e l'odore della terra umida restituiscono una calma profonda, un contatto con la terra che libera dalle dipendenze digitali, svuota la mente e rigenera i sensi.

Poi nel pomeriggio il grande corteo della Festa dell’Uva: intorno alle 14 una sfilata imponente animata da decine di bande musicali dell’Alto Adige, ospiti provenienti da altre regioni d’Europa, insieme a figuranti in costumi tradizionali, attraverserà la città con suoni e colori, da Porta Venosta attraverso via delle Corse, corso Libertà e piazza della Rena. A catturare gli sguardi ci penseranno i maestosi carri allegorici trainati da cavalli di razza Haflinger, fra i quali il monumentale carro dell'Uva Gigante di Lagundo, con un grappolo che da solo pesa trecento chili, e la storica Corona di Mele di Marlengo, un gigante da oltre due tonnellate realizzato per la prima volta nel 1949. È così che alle pendici delle Dolomiti si saluta l’autunno generoso secondo tradizione.

Altre informazioni su www.merano.eu/festadelluva