Il Piemonte sulla strada

Sulle strade di Cavour, Einaudi e Pavese rigorosamente su due e quattro ruote

Le Basse Langhe sono una meta perfetta per chi ama brindare alla storia d'Italia con un buon bicchiere di vino

31 Mag 2011 - 17:26
 © Ente del Turismo

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Distese di colline a perdita d'occhio, piccoli borghi arroccati sui colli, vigneti e noccioleti a contornare il paesaggio: questo lo scenario che ci attende nelle Langhe, area piemontese tra le province di Asti e Cuneo. In base all'altitudine delle sue colline si divide tra Alta Langa (colline alte fino a 900 m) e Bassa Langa (colline alte fino a 400 m).

La campagna generosa che caratterizza questo territorio ne fa una meta perfetta da percorrere in motocicletta - o in automobile - grazie alle sue strade larghe, con curve e saliscendi moderati e poco frequentati . Il periodo ideale per una gita fuori porta o un fine settimana va da aprile a ottobre. Se si arriva in autostrada (A21 Torino-Piacenza) l'uscita è quella di Asti Est, si prosegue per Alba e ci si addentra nelle Basse Langhe.
Il tartufo bianco: Asti Est - Alba (27 km)
Pian piano che ci si allontana da Asti, il paesaggio diventa sempre più verde. Nel percorrere la statale verso Alba si incontra il paese di Govone, separato dalle prime colline delle Langhe dal fiume Tanaro. Il borgo sorge intorno al Castello di Govone, roccaforte medievale divenuta residenza sabauda nel XVIII secolo e dichiarata nel 1997 patrimonio artistico mondiale dall'Unesco. Da qui si prosegue per Alba dove, dopo aver parcheggiato è d'obbligo dirigersi in via Maestra, cuore della città con numerose boutique di prodotti tipici: siamo nella patria del tartufo bianco...
Il conte sindaco: Alba - Serralunga d'Alba (15 km)
Dopo Alba la natura e le coltivazioni dominano incontrastate. Prendete la strada in direzione Grinzane Cavour un borgo con castello medievale arroccato su una collina, che deve la seconda parte del suo nome a Camillo Benso conte di Cavour che ne fu giovane sindaco per 17 anni, a iniziare da quando ne aveva 22. 
Più avanti Serralunga d'Alba ha un sapore antico con la torre del XII secolo e il castello del XV, restaurato nel 1950 per volere di Luigi Einaudi (nato in questi luoghi). Per una pausa dal panorama suggestivo, un posto giusto può essere il Boscareto Resort&Spa collocato subito dopo il centro abitato.
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Il barolo e Silvio Pellico: Serralunga d'Alba - Dogliani (15 km)
Iniziamo ora a scoprire le "Langhe del barolo" costeggiate dalle vigne da cui si ricava il "re dei vini". Arrivati a Monforte d'Alba ci si può dirigere in piazza Antica Chiesa e arrampicarsi per le ripide viette del borgo. In cima si trova il nucleo più antico del paese con l'Arena (oggi ricoperta d'erba), la torre campanaria, la cinta muraria e le confraternite di Sant'Agostino e delle Umiliate. Proseguiamo poi per Barolo dove possiamo trovare, in via Roma, il Castello Falletti - in cui è conservata la camera studio di Silvio Pellico che qui fu bibliotecario - e il WiMu, Museo del vino del barolo. Rimettendosi in sella o al volante si può fare tappa a: La Morra con il suo belvedere sulle Langhe e a Novello, con un centro storico caratterizzato da due strutture settecentesche (la confraternita di San Giovanni Battista e la parrocchiale di Francesco Gallo).

Dal dolcetto a Pavese: Dogliani - Santo Stefano Belbo (12 km)
Dogliani che dà il nome a un'intera area, occupa il centro delle Langhe sud occidentali sul torrente Rea ed è nota per il suo dolcetto. Qui nel 1988 si trasferì Luigi Einaudi, rimasto legato alle tradizioni vinicole della sua terra anche dopo la nomina a Presidente della Repubblica. Da visitare sono la parrocchiale in stile neoclassico e la Biblioteca. Riprendendo il cammino verso nord-ovest (Alessandria o Canelli) si raggiunge il paese natale di Cesare Pavese: Santo Stefano Belbo. "Il paese ha su di sé di rappresentare dinnanzi alla provincia di Alessandria che confina, tutti i vanti e le virtù dei contadini retrostanti": così Cesare Pavese descriveva il luogo in cui era nato. Qui è possibile percorrere gli itinerari "pavesiani" (anche a piedi, a cavallo o in bicicletta) che portano alla scoperta dei luoghi che caratterizzarono la sua vita e che si ritrovano anche nel suo celebre romanzo "La Luna e i Falò". Alcune tappe: la casa natale, la collina Gaminella, la cascina La Mora o il laboratorio di Nuto del Salto. E come scriveva Pavese: "Tu sai che le cose immortali, le avete a due passi".