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Il Trentino e la sua grande bellezza in dieci percorsi

Le montagne, i laghi, le vallate: trekking tra grandiosi paesaggi, scorci incantevoli, angoli idilliaci

Scoprire la natura del Trentino con dieci itinerari

Distese di boschi millenari dove camminare intere giornate respirando l’aria fresca che profuma di muschi e cortecce, abbandonandosi all’abbraccio rigenerante della natura.  In Trentino la tutela dell’integrità ambientale e conservazione delle biodiversità sono da sempre un importante fattore di sviluppo, in grado di migliorare la qualità della vita anche per quanti vogliano trascorrervi un periodo di vacanza.

In Trentino si vive bene:  lo si percepisce percorrendone il territorio, dove le zone di  natura protetta raggiungono il 30% del totale, coprendo bellezza e varietà dei suoi paesaggi, a cominciare dalle Dolomiti, Patrimonio mondiale Unesco, dei laghi e delle sue grandi foreste e dei suoi  due Parchi Naturali, oltre al settore trentino del  Parco nazionale dello Stelvio.

Sentiero vecchia Ponale, Garda Trentino - La Ponale è il sentiero più conosciuto e frequentato del Garda Trentino: facile e allo stesso tempo spettacolare per il suo sviluppo a picco sul lago, è un'icona del Garda Trentino, amatissima da ospiti e residenti, che non si stancano mai degli incantevoli scorci che regala ad ogni curva. Davvero imperdibile.  La Ponale è famosa non soltanto per la vista incomparabile sul lago, ma anche per l'apparato militare visibile lungo il tragitto. All'altezza della seconda e terza galleria si trovano i resti della Tagliata del Ponale, imponente fortificazione realizzata dagli austriaci a partire dal 1860, costituita da cunicoli scavati nella roccia e trincee che si spingono dal livello del lago fino alle postazioni che dominano dall'alto l'attuale sentiero. Il percorso  termina al Belvedere (un locale aperto nella stagione estiva).

Sentiero  delle cascate  in Val Genova, Parco naturale Adamello Brenta -  Escursione semplice e adatta alle famiglie lungo il sentiero che, costeggiando il fiume Sarca, porta alle scoperta delle cascate nascoste della Val Genova, tra boschi di conifere e ponticelli. Il sentiero parte  di fronte alle cascate di Nardis alla destra del rifugio, al termine del ponte, vicino al fiume Sarca. I saliscendi relativamente dolci lo rendono un sentiero adatto a tutti. La passeggiata può essere notevolmente accorciata partendo da Ponte Rosso, poco dopo il rifugio Fontana Bona. In questo caso, dopo aver parcheggiato nell'ampio parcheggio in prossimità del ponte, attraversare il ponte e imboccare il sentiero 214 che, in 15-20 minuti, conduce alle cascate di Lares, uno spettacolo affascinante per l'imponente fragore e lo spumeggiare di acque.

Val Venegia , Parco  naturale  Paneveggio Pale di San Martino - La camminata che si inoltra in Val Venegia si distingue per la modesta pendenza e per i grandi panorami sulle Pale di San Martino. Il percorso si svolge a quote discretamente elevate e questo consente di passeggiare al fresco anche nelle calde giornate estive. La presenza di tre punti di ristoro consente di distribuire le soste in base all’allenamento ed alle necessità. Benché il dislivello complessivo sia ridotto la lunghezza del tracciato è piuttosto importante e raggiunge quasi i 15km fra andata e ritorno. Dal parcheggio al Pian dei Casoni si segue la strada forestale che percorre la vallata in leggera salita. Nella parte iniziale si impone la mole della parete ovest del Monte Mulaz, Dopo la Malga Venegia, situata a quota 1773m e si prosegue sulla strada forestale e si transita per Malga Venegiota (1825m). Continuando nella camminata in direzione di Baita Segantini, risaltano all’occhio le imponenti pareti del Cimon della Pala, di Cima Vezzana e dei Bureloni, che si susseguono una dopo l’altra. L’ultimo tratto è contraddistinto da una serie di tornanti e tagliando lungo il sentiero che abbrevia la strada si raggiunge Baita Segantini, bellissimo punto panoramico sul Passo Rolle e sulle Pale di San Martino.

Lago  di  Tovel,  Parco  naturale Adamello Brenta -  Ancora oggi, nonostante non accada più, il lago di Tovel è ricordato per il fenomeno unico al mondo dell’arrossamento. Fino alla metà degli anni ’60, in estate, un certa alga affiorava in superficie, e lo specchio d’acqua appariva di un rosso acceso. Per spiegare questo fatto straordinario, nacquero misteriose storie e leggende, come quella della regina Tresenga. Oggi il lago di Tovel è uno dei gioielli naturalistici del Parco Naturale Adamello - Brenta. Visitarlo significa godere appieno del contatto con la natura.  Per il giro del lago occorre circa un'ora e mezza, ma sono molti i percorsi nei dintorni.

Sentiero Marciò nella foresta di Paneveggio - Il Sentiero Marciò è un percorso naturalistico ad anello con punti di osservazione e pannelli informativi all’interno del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.  L’itinerario si sviluppa all'interno della maestosa foresta di Paneveggio, nota come la “foresta dei violini” per i suoi pregiati abeti rossi di risonanza utilizzati dai più rinomati liutai nella costruzione delle casse armoniche degli strumenti musicali. La passeggiata non presenta alcuna difficoltà e comincia dal parcheggio adiacente il Centro Visitatori. Attraversato il primo ponte coperto sul torrente Travignolo l'itinerario si snoda nel bosco, prima di attraversare nuovamente, su uno spettacolare ponte sospeso, il Travignolo, che scorre in una stretta gola formando rapide e cascate. Nei pressi del Sentiero Marciò si trova l'area faunistica del cervo, che ospita, in condizioni seminaturali, alcuni esemplari di questo magnifico ungulato.

Cascate di  Saènt  in Val di Rabbi,  Parco nazionale dello Stelvio -  Sono una delle più affascinanti ed agevoli attrattive della Val di Rabbi, laterale della Val di Sole. Nel Parco nazionale dello Stelvio, alle sorgenti del torrente Rabbies che scorre impetuoso per tutta la Valle di Rabbi prima di gettarsi nel fiume Noce, le cascate creano bianchi salti d’acqua in forte contrasto con il verde intenso delle conifere ed il colore scuro e rossastro delle rocce metamorfiche.  Da Malga Stablasolo, raggiungibile in 20 minuti dal parcheggio di fondovalle del Colèr (1388 metri, nei pressi del “fontanino” di acqua ferruginosa), inizia il percorso di visita: dopo 45 minuti di passeggiata si arriva alle acque spumeggianti. Nella parte superiore della valle, la visita alle cascate può essere abbinata a quella dei secolari larici monumentali, raggiungibili lungo l’originale “scalinata” che inizia nei pressi della Malga Prà di Saènt.

Monte Altissimo da San Giacomo di Brentonico, Vallagarina - Un’escursione particolarmente affascinante che porta alla vetta del Monte Altissimo, una cima straordinariamente panoramica. La vista sul grande Lago di Garda rende questo percorso molto caratteristico. L’itinerario parte dall’albergo San Giacomo. Si segue il segnavia 622 e si passa velocemente per Mas dei Girardei. Si oltrepassa un prato e si entra in un bosco che si risale su terreno abbastanza ripido. Si  esce in un prato e si risale per una stradina fino ad incrociare una strada nei pressi di Malga Campo 1635m). Qui si attraversa la strada e si prosegue diritti (segnavia 633) in direzione Bocca Paltrane. Si risale un prato abbastanza ripido e si raggiunge la bocca a quota 1831m. Da Bocca Paltrane si continua sul sentiero andando a sx e, dopo un successivo tratto di salita si giunge al rifugio Damiano Chiesa a due passi dalla panoramica cima del Monte Altissimo (2059m).

La valle del  Vajolet nel  Catinaccio, Val di Fassa -Da Vigo  di Fassa  si  sale con la  funivia al belvedere del  Ciampedìe, dal quale si ammira l’intera valle del Vajolet, dominata dalla parete est del  Catinaccio  e dalle  Tre Torri del Vajolet. Lungo un facile sentiero  in 45 minuti si  raggiunge poi la conca di  Gardeccia (1.949 m). Si prosegue sulla larga mulattiera (segnavia n. 546) che porta ai rifugi Preuss e Vajolet, m 2.243, sullo sperone roccioso delle Porte Neigre (ore 1.00) ai piedi del  vallone dominato dalle celebri  “Torri” . Si risale lungo il sentiero segnavia n. 584, in costante salita, il fianco destro dell’alta valle del Vaiolét, alla cui testata si fa sempre più imponente la massiccia mole del Catinaccio d’Antermoia (m 3.002). Superando una ripida serpentina finale si raggiunge il Rifugio Passo Principe a m 2.597, addossato ad una parete rocciosa a pochi metri dall’omonimo passo (ore 1.00; 2.00). 

La Val Duròn  da Campitello di Fassa,  Val di Fassa - Un’ottima soluzione per unire maestosi panorami dolomitici a curiosità naturali è certamente una passeggiata in Val Duron. Un ottimo modo per cogliere, senza troppa fatica, lo spirito monumentale delle Dolomiti e i tesori naturali che questa straordinaria geologia racchiude. Percorribile interamente da Campitello di Fassa fino al Passo Duron toccando prima il rifugio  Micheluzzi, e quindi al Rifugio Tires, emozionante affaccio sui Denti di Terrarossa, la valle è un viaggio nel tempo e nell’anima delle Dolomiti. Sulla sinistra della Valle stupiranno i curiosi custodi che vegliano: i Frati, tozzi pinnacoli dalla forme arrotondate, antichi ricordi di un passato vulcanico, scolpiti dal tempo.  

Giro delle Viote del  Bondone,  Trento -Il Giro delle Tre Cime del Bondone è il trekking più battuto e rinomato della zona di Trento, probabilmente il più interessante dell’intero gruppo montuoso del Bondone – Stivo.  Partendo  dalla piana delle Viote del  Bondone l’itinerario transita per il Cornetto, il Doss D’Abramo e la Cima Verde, le tre elevazioni che circondano la conca prativa delle Viote. Dal parcheggio si attraversa la  torbiera delle Viote  dirigendosi  lungo la Val dei  Cavai  fino alla Bocca di Valona.   Da qui, verso  sinistra si  attraversa fino a prendere la  dorsale che sale  ai piedi  della Cima  del Cornetto  che si  sale dalla cresta sud. Ritornati  alla  base si  prosegue  verso il Dos d’Abramo. Si può evitare  un tratto  attrezzato  che  porta  sulla cima seguendo il segnavia 636 che aggira la vetta da nord sfruttando un più comodo sentiero che passa sotto le pareti settentrionali della cima e si ricollega con il percorso del giro in direzione di Cima Verde. Una  facile dorsale porta velocemente a Cima Verde (2102m). Da qui si scende inizialmente su prato e poi in mezzo ad un fitto bosco di mughi verso la conca delle Viote.

Per maggiori informazioni: www.visittrentino.info

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