Montagne magiche

Caccia alle streghe sull’Alpe di Siusi e sullo Sciliar

Halloween è alle porte: storie di maghi e fattucchiere, tra leggende e storia

di Nadia Baldi
25 Ott 2017 - 16:04

La notte di Halloween si avvicina: l’Altopiano dello Sciliar e l’Alpe di Siusi in Alto Adige tornano ad essere il luogo di incontro per il Sabba delle streghe. Per un tour dedicato a maghi e fattucchiere la fine di ottobre è periodo perfetto. Ci piace immaginarle con scope che volano di qua e di là, balli, bisboccia fino all’alba, misteri e alchimie nei boschi; poi i rintocchi delle chiese sparse sull’Alpe di Siusi dissolvono l’intera magia (www.alpedisiusi.info). Lo Sciliar è infatti, secondo la leggenda, una montagna che raccoglie presenze magiche ed è quindi il luogo perfetto per aspettare la notte del Capodanno Celtico.

Il nostro viaggiatore deve innanzitutto raggiungere Compatsch sull’Alpe di Siusi (ci si arriva in funivia da Siusi, oppure in auto in orari prestabiliti) per iniziare una breve camminata guidato dalla strega Martha che lo porterà alla Bullaccia, ovvero alle panchine delle streghe. Mentre accompagna il viaggiatore racconta la bellezza del bosco e le sue leggende. Si dice che la strega più potente domini ogni cosa da queste sedute in pietra affacciate a strapiombo su un panorama mozzafiato. E che nelle notti di ottobre, di giovedì, le streghe dello Sciliar si riuniscano alle panchine per preparare le tempeste più tremende con nuvole e fulmini, prima di lanciarsi in un’orda compatta verso la montagna dello Sciliar, sorvolando sulla scopa l’Alpe di Siusi. Per scacciare questi sortilegi però bastano pochi rintocchi delle campane. Insieme alle streghe anche qualche stregone un tempo abitava la zona, come Hans Kachler di San Valentino, che pare facesse festa con le sue colleghe, che fosse dotato di straordinari poteri e che comunicasse addirittura con il diavolo.

Per i bambini che volessero scoprire i misteri di questo regno c’è poi un percorso ideale, le sorgenti delle streghe: si tratta di un sentiero avventuroso nella zona di Saltria, sull’Alpe di Siusi, che anche i più piccoli possono percorrere a piedi nudi insieme alla strega-guida di nome Curandina, camminando per circa un’ora e mezzo nel bosco, seguendo le tracce delle streghe, attraverso segni, giochi, esperimenti, acrobazie (per informazioni tel. 0471 727 927).

La sera l’atmosfera si fa ancora più magica; per il nostro viaggiatore non ci sarà niente di meglio da fare che un bagno in una piscina calda, all’aperto, a sfioro sul panorama dorato dell’Alpe, nel caldo ambiente dell’Adler Lodge, un albergo magistralmente integrato nel paesaggio, completamente in legno dal rilassante profumo di cirmolo. Dalla posizione strategica di queste baite che compongono il Lodge il viaggiatore contempla l’impareggiabile e emozionante tramonto sulle Dolomiti rosa e su quei luoghi dell’Alpe raccontati nelle leggende. Come le Cinquedita del Sassolungo: si narra che in queste terre vivessero dei giganti, uno dei quali era un po’ indisciplinato, perché di tanto in tanto rubacchiava dall’orto del vicino. Colto in flagrante, negò tutto, così il grande saggio fece un incantesimo e lo fece sprofondare nelle viscere della terra, lasciandogli fuori solo le dita di una mano pietrificata: di tutta la sua grandezza oggi si possono vedere soltanto le cosiddette “Cinquedita”, cinque punte aguzze di fianco alla montagna Sassolungo, che da lui prende nome.

Un’altra leggenda – quella del Rosengarten - spiega lo spettacolare rosa che assumono le pareti delle Dolomiti al tramonto: sul Catinaccio viveva Laurino, re dei nani che aveva due armi magiche, ossia una cintura che gli dava la forza di dodici guerrieri e un elmo che lo rendeva invisibile. Aveva uno splendido giardino di rose, il Rosengarten. Si innamorò di Similde, la figlia del re dell’Adige e così decise di rapirla. Quando però il suo promesso sposo con un esercito andò a riprendersela, Laurino usò le sue armi magiche, ma mentre si difendeva, invisibile, fra le rose del suo giardino, i cavalieri lo scovarono osservando il movimento delle rose e lo imprigionarono. Laurino maledisse allora le sue rose perché lo avevano tradito: né di giorno, né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarle. Ma dimenticò il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, sia al tramonto sia all’alba, si tinga di un magnifico rosa.

Il nostro viaggiatore dovrà visitare infine un altro luogo significativo per la stregoneria, Castel Presule a Fiè allo Sciliar, dimora di Leonhard di Fiè Colonna, Capitano dell’Adige all’inizio del 1500. Fra il 1506 e il 1510 per volere del Capitano, davanti al castello, si svolsero i processi alle streghe, nei quali otto donne furono costrette a confessare (sotto tortura) di aver fatto il patto col diavolo ed altro. Per questo, secondo il codice dei delitti del 1499, dovevano essere punite con la morte sul rogo; la stregoneria come l’eresia. Queste donne furono additate quasi sempre in base ad una denuncia di qualche donna vicina di casa (www.schloss-proesels.it). Gli atti dei processi delle streghe, un tempo conservati negli archivi del Castel Presule, si trovano oggi presso il Nationalmuseum di Innsbruck.

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