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Piemonte: le meraviglie del Gran Paradiso

Un Parco tutto da scoprire, tra natura e mille buoni sapori

di SARAH SCAPARONE

- Nasce nel 1922, si estende per 72 mila ettari sulle Alpi Graie tra Piemonte e Valle d’Aosta ed è l’area protetta più antica d’Italia. Si tratta del Parco Nazionale Gran Paradiso (www.pngp.it) meta, da sempre, di alpinisti, escursionisti e villeggianti. La cima del Gran Paradiso, alta oltre 4 mila metri, è il cuore del Parco che è suddiviso in cinque vallate e che vanta, oltre a 92 km di mulattiere reali, ben cinque case di caccia che costituiscono alcuni degli itinerari più belli di questa immensa area protetta. Il suo simbolo è lo stambecco, salvato dall’estinzione a partire da quando, nel 1856, re Vittorio Emanuele II istituì la Riserva Reale di Caccia proprio dove ora si trova il cuore del Parco. La salvaguardia di questo animale è proseguita a partire dall’inizio del Novecento ed è proprio per questo motivo che tutti gli stambecchi ora presenti sulle Alpi provengono da qui.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    Ma oltre alla natura e alle specie che la abitano, il Parco Nazionale del Gran Paradiso ha deciso di tutelare anche le tradizioni e i sapori legati al suo territorio istituendo alcuni anni fa il Marchio di Qualità Gran Paradiso che certifica strutture ricettive, ristoranti, artigiani, produttori agroalimentari e servizi turistici impegnati in un percorso di qualità e sostenibilità. Il Marchio comprende, a oggi, una sessantina di realtà presenti in entrambe le regioni su cui si estende l’area del Parco tra cui ci sono, in Piemonte, la Valle Orco e la Valle Soana.

    Ultimo comune abitato della Valle Orco è Ceresole Reale, paese incastonato tra le montagne e caratterizzato da un lago artificiale che si estende per 4 km. Il suo perimetro, in inverno, costituisce parte del tracciato del grande anello di sci di fondo di 17 km. Tra le attività invernali proposte proprio qui, dove Giosè Carducci nel 1890 soggiornò e scrisse l’Ode al Piemonte, non mancano lo sci da discesa, le scalate di cascate di ghiaccio, lo sci alpinismo, e il nordic walking. Una delle attrattive più richieste è però quella legata alle ciaspole, ciastre in piemontese, con cui si possono percorrere i sentieri da soli o affidandosi agli itinerari guidati accompagnati da guide professioniste. Tra queste c’è Alessandra Masino (www.naturalmenteinvacanza.it ) che propone, essendo Guida del Parco, ciaspolate sia diurne che notturne dedicate all’osservazione della natura e della fauna: qui vivono, tra gli altri, anche avvoltoi, camosci, aquile, volpi e gipeti. Per un soggiorno dedicato al comfort e alla cucina tipica, la scelta ideale è quella dello Chalet del Lago (www.chalet-ceresolereale.it) che da sette anni è gestito dalla famiglia Morandini ed è dotato di otto camere. La pausa golosa invece è al Panificio Lu Forn di Enrico Rapalino dove pane e biscotti sono preparati con lievitazione naturale e farine macinate a pietra.

    Scendendo la valle in direzione di Torino merita assaggiare la cucina dell’Osteria dei Viaggiatori (www.osteriaviaggiatori.it), dove Sergio Allara e Franca Conta propongono una cucina tradizionale con grande attenzione alla qualità delle materie prime utilizzate (gran parte delle quali proviene da produttori del Parco) e alla quantità delle portate. Qualche esempio? Si va dal lardo con le castagne ai tomini fritti nella farina da polenta per arrivare agli gnocchi ai petali di rosa con burro e rosmarino o alla carne alla pietra.

    Tra le specialità della valle c’è poi la mocetta, salume ricavato dalla coscia disossata di bovino, capra o camoscio (non proveniente dall’area protetta): la carne, rifilata dai nervi e dal grasso, è immersa per due settimane in una mistura di sale, pepe, spicchi d’aglio, timo, salvia, alloro, rosmarino e santoreggia e prevede una stagionatura tra i tre e i quattro mesi. La si può acquistare a Locana, alla Gastronomia da Paolo, che vende numerosi prodotti tipici della valle. Locana è però rinomata per essere città del miele: pare infatti che da tempi immemori la Valle Orco sia stata scelta come luogo ideale per la “transumanza” delle api che qui vengono portate durante i periodi della fioritura da tante zone d’Italia. 

    L’Apicoltura Pezzetti Marco (www.apicolturapezzettimarco.blogspot.com), attraverso il nomadismo degli alveari, ne produce diverse tipologie tra cui il millefiori con rododendro e lampone selvatico, oltre a un ottimo polline di castagno. E per chi volesse invece scoprire le dolci prelibatezze della valle, la tappa finale è alla Pasticceria Perotti di Pont Canavese (www.pasticceriaperotti.it): qui oltre a torte, pasticceria e cioccolata, producono le Giuraje, speciali confetti realizzati utilizzando la nocciola al posto della mandorla che fino agli Anni ’50 venivano offerti dagli sposi ad amici e parenti.

    Per conoscere il meteo in tempo reale sul Parco del gran Paradiso, consulta il sito www.meteo.it
    Per un tour tra le bellezze del Gran Paradiso, guarda il video tratto dall'archivio dell'Arca di Noe': si parla, oltre che degli animali del Parco, anche del Santuario Internazionale dei cetacei in Liguria e delle saline di Trapani.

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